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Archive for febbraio 4, 2012

Malaria, ricerca “smentisce” l’Oms “Le vittime sono il doppio”

Su Lancet uno studio “preoccupante” della Washington University sostiene che le morti causate dalla malattia sono molte più di quelle “registratee” dalle istituzioni internazionali. L’obiettivo di dimezzare la mortalità slitterà almeno di cinque anni, al 2020

di MAURIZIO PAGANELLI

Malaria, ricerca "smentisce" l'Oms "Le vittime sono il doppio"La zanzara è il principale veicolo di trasmissione del virus della malaria 

ROMA – Contrordie: ogni anno la malaria uccide il doppio di quanto si pensava. La mortalità globale causata del parassita che viaggia nel sangue, veicolato dalle zanzare, sarebbe doppia rispetto a quanto finora stimato da tutte le agenzie internazionali. Nel 2010, invece dei 655mila morti segnalati dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), se ne sarebbero registrati intorno al milione e duecentoventimila, il doppio.

Si tratta delle nuove stime pubblicate da Lancet nell’edizione del 4 febbraio, anticipata oggi, e condotte dall’Institute for Health Metrics anda Evaluation (IHME) della Washington Università di Seattle (Christopher Murray ed altri) rielaborando dati dal 1980 al 2010. La revisione dei dati (sempre basata su modelli predittivi) è dipesa da una verifica e correzione di classificazioni imprecise.

Il Millenium goal si allontana – La nuova prospettiva, oltre che preoccupante, pone diversi interrogativi su come arrivare al traguardo del Millennium Goal del 2015 sulla malaria (obiettivo 6, riduzione e dimezzamento della mortalità e del contagio). Le nuove stime, definite nell’editoriale del Lancet “fatto sorprendente e che in un certo senso turba”, segnalano come picco dell’epidemia malarica quello del 2004 (1,8 milioni di morti; erano un milione nel 1980) e, contrariamente a quanto si pensava, quasi la metà (42%) dei decessi riguarda età sopra i 5 anni, adolescenti e adulti.

Nel 2010, il 20 per cento delle morti riguarda gli over 

15, il 9% gli over 50 e il 6% gli over 70. L’Africa, soprattutto quella sub-Sahariana, è al centro dell’epidemia. Le differenze di dati trovate nello studio si discostano molto da quelle ufficiali soprattutto nella fascia di età superiore ai 5 anni (8,1 volte più mortalità in Africa; per i bimbi under 5 una differenza di 1,3 volte). La ricerca conferma comunque una discesa della mortalità dal 2004, effetto degli interventi soprattutto del Fondo globale contro Aids, malaria e tubercolosi, dalle reti trattate anti-zanzara alle nuove terapie combinate a base di artemisina. 

Il Fondo globale – “Il Fondo Globale contribuisce per i due terzi dell’intero programma mondiale contro la malaria”, sottolinea l’editoriale del Lancet, aggiungendo un “benvenuto” allo sforzo ulteriore della Fondazione Gates (la scorsa settimana ha annunciato un ennesimo contributo al Fondo di 750 milioni di dollari). La preoccupazione nasce dall’emergenza dovuta alla crisi finanziaria del Fondo Globale (e, in parte, anche dirigenziale, con le dimissioni anticipate del direttore esecutivo Michel Kazatchkine). Gli autori dello studio definiscono “irrealistica” la previsione di riduzione delle morti entro il 2015: “Noi stimiamo che se il decremento dal picco del 2004 continuerà, la mortalità a causa della malaria analogamente diminuirà a meno di 100mila morti solo dopo il 2020”.

Non c’è tempo da perdere, osserva il Lancet che incalza il nuovo organismo indipendente dell’Oms, il Malaria Policy Advisory Committee (MPAC) che la prossima settimana avrà il primo meeting: “Ha solo 15 membri. Crediamo che l’Oms debba avviare un’urgente analisi politica e tecnica, includendo un maggior numero di esperti (compresi quelli dello studio) per rivedere questi dati e le loro implicazioni per i programmi sul controllo della malaria”.n

(03 febbraio 2012)

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Tumori femminili, prevenzione a tavola puntando sulle verdure a foglia

Domani e l’11 febbraio torna in duemila piazze l’iniziativa delle Arance della salute per finanziare la ricerca sul cancro. L’ultimo studio ha coinvolto 31mila italiane ed ha confermato la grande capacità di “sbarramento” contro la malattia di alimenti come spinaci, bietole, lattuga o cicoria

di IRMA D’ARIA

Tumori femminili, prevenzione a tavola puntando sulle verdure a foglia

ROMA – Una reticella di due chili e mezzo di arance per aiutare la ricerca sul cancro portando a tavola un alimento ricco di vitamine e agenti antitumorali. Torna, infatti, 


Come tutti gli anni l’obiettivo è raccogliere fondi per poter garantire la continuazione dei progetti già in corso (476) e l’avvio di nuove ricerche.  E proprio dagli studi condotti in questi anni arriva una novità: i ricercatori hanno identificato per la prima volta specifici  “antitumorali alimentari” in grado di svolgere un’azione preventiva e terapeutica nei confronti dei tumori.da domani (ma in molte città si terrà l’11 a causa della neve) l’iniziativa le Arance della salute dell’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro che distribuirà in oltre 2000 piazze italiane, grazie all’impegno di ventimila volontari, circa 400mila reticelle di arance rosse di Sicilia in cambio di un contributo di 9 euro.

Airc, i testimonial della campagna 2012 1

“E’ noto da tempo – spiega Domenico Palli, direttore dell’Unità operativa di Epidemiologia molecolare e nutrizionale presso l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica – che frutta e verdura aiutano a prevenire tante malattie. Ma ora abbiamo delle informazioni più precise su quali sono i cibi amici della salute”.

Lo studio Epic, i cui risultati sono stati appena pubblicati dalla rivista Breast Cancer Research and Treatment, è stato svolto su oltre 31.000 donne sane, di età compresa tra 36 e 64 anni, reclutate in cinque centri italiani e seguite per più di dieci anni. Le partecipanti hanno fornito informazioni sulla dieta, lo stile di vita e le misure antropometriche (peso, altezza, circonferenza vita). “Su questo campione così vasto – spiega Palli – mille donne hanno sviluppato un tumore alla mammella e grazie al confronto delle loro abitudini alimentari con quelle delle pazienti sane abbiamo potuto scovare gli alimenti anti-cancro”.

A fare da scudo protettivo contro l’insorgenza del cancro al seno sono soprattutto le verdure a foglia sia quelle cotte che quelle crude. “Spinaci, cicoria, bietola, lattuga e tutte le verdure a foglia – chiarisce Domenico Palli – hanno protetto circa 30mila donne dal tumore grazie alla loro ricchezza di antiossidanti che si concentrano appunto sulle foglie. In più, nel caso delle verdure crude si aggiunge l’effetto salutare dell’olio di oliva extravergine con cui le condiamo”.

Fanno da “scudo”, ma in misura minore, anche le verdure a frutto come peperoni, melanzane, carciofi, fagiolini, sedano, zucchine e finocchi. Nessun effetto protettivo, invece, per il pomodoro cotto.  “Nonostante il licopene – aggiunge l’esperto – è probabile che ad annullare l’effetto sia l’abbinata del pomodoro con la pasta, che induce un aumento della glicemia, fattore che a sua volta può far aumentare il rischio di tumore alla mammella”.

Nella “dieta rosa”, dunque, dovrebbero esserci sempre le verdure a foglia. Ma in che quantità? Secondo i ricercatori, almeno 200 grammi al giorno che, grazie al maggior senso di sazietà,  serviranno anche ad ingrassare di meno. “L’obesità è strettamente correlata in particolare al rischio di tumore dell’endometrio e della mammella in post menopausa perché molto dipende  anche dall’azione degli estrogeni”, spiega Palli.

Ecco perché insieme alle arance, nelle piazze italiane sarà distribuita la pubblicazione “Mediterraneo benefico  –  la salute a tavola”  con consigli  degli esperti di Airc e ricette gustose e salutari, realizzate dallo chef Moreno Cedroni in collaborazione con “La Cucina Italiana”. Il maltempo ha condizionato l’iniziativa che si terrà domani ovunque previsto dal programma, ma non nelle regioni Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Lazio (tranne Roma che conferma domani) e Lombardia (eccetto Brescia, Lissone, Cernobbio e Palazzolo sull’Oglio, che confermano il 4 febbraio).  Per trovare le piazze delle Arance della Salute si può comunque chiamare il numero speciale 840 001 001 o guardare su internet al sito dell’Airc 2 e su quello dell’iniziativa 3.

(03 febbraio 2012)

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Nuova Zelanda, ecco Supergigante: gambero record/Video

WELLINGTON (Nuova Zelanda) – Sembra un gamberone albino e invece è una vera rarità dei mari. La creatura – chiamata “Supergigante” – è un tipo di anfipode, normalmente lungo circa 2-3, che misura invece 10 volte di più: ben 34 centimetri. Ne sono stati pescati ben sei esemplari a 7 chilometri di profondità nelle acque al largo della costa della Nuova Zelanda, mentre altri esemplari sono solo stati fotografati.

Questa specie di crostacei lavora come una sorta di spazzino del mare, mangiando i resti dei pesci. Ma che cosa abbia provocato la crescita smisurata di questi super gamberoni resta un mistero per gli scienziati dell’Università di Aberdeen.«Questa scoperta apre moltissime tematiche di studi. Basti pensare che l’esemplare trovato non era ancora completamente sviluppato, quindi potrebbero essercene altri ben più grandi. Non sappiamo se sia una mutazione dovuta al clima o al cibo e se si tratti di una specie diversa. E’ come trovare uno scarafaggio lungo un piede», spiega un ricercatore. Per chi pensa invece che sia una golosa prelibatezza del mare, gli scienziati fanno sapere che non è commestibile.

 

Supergigante, il maxicrostaceo

 

 

Venerdì 03 Febbraio 2012 – 18:37    Ultimo aggiornamento: 18:50
Il Messaggero

Denunciò l’anoressia tra le ballerine della Scala: licenziata la Garritano

«Giusta causa»: il teatro accusa la 33enne di diffamazione e di aver descritto una situazione non corrispondente al vero

 

Maria Francesca GarritanoMaria Francesca Garritano

MILANO – «Una ballerina su 5 della Scala soffre di disturbi alimentari». Lo aveva denunciato Mariafrancesca Garritano, 33 anni, ex allieva della scuola passata poi al corpo di ballo, al periodico britannico Observer. Per queste dichiarazioni è stata licenziata dal teatro milanese per «giusta causa», per diffamazione e per aver descritto una situazione non corrispondente al vero, con grave pregiudizio della reputazione. La ballerina, che ha dedicato la sua vita alle punte, aveva già raccontato la sua esperienza in un libro «La verità, vi prego sulla danza!». Secondo la ragazza, entrata al teatro milanese quando aveva 16 anni, molte delle sue colleghe oggi non riescono ad avere figli per via dei disordini alimentari che le affliggono.

IL COMUNICATO – Il Piermarini ha motivato il licenziamento con il «danno di immagine» che ha ricevuto per le dichiarazioni della ballerina e con la fine della fiducia. «Il Teatro alla Scala – spiega una nota – si è visto costretto a risolvere il rapporto di lavoro con la signorina Maria Francesca Garritano in seguito alle interviste e dichiarazioni pubbliche da lei rilasciate ripetutamente in un ampio arco di tempo; dichiarazioni nelle quali si è concretizzata una lesione dell’immagine del Teatro e della sua Scuola di Ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame». La notizia ha creato un certo stupore nel corpo di ballo, anche se in molti non avevano gradito le parole della Garritano, definite falsità in una lettera aperta appesa in bacheca.

Rossella Burattino3 febbraio 2012 | 21:22

 

http://milano.corriere.it

Non solo griffe, il falso dilaga occhio al tè e ai profilattici

False anche le conserve di pomodoro
di Francesca Nunberg

ROMA – Gli occhiali da sole non filtrano i raggi ultravioletti, le borse non reggono il peso che dovrebbero, e fin qui passi, ma che il simil-Viagra possa contenere veleno per topi o inchiostro da stampanti scoraggerebbe il più incauto dei compratori. L’aspetto è identico e spesso neanche l’occhio più esperto percepisce la differenza. La Guardia di Finanza fornisce i dati del mercato del falso, che si allarga a detersivi, cosmetici, Viagra, profilattici, figurine, tè, passata di pomodoro.
Li chiamano prodotti taroccati, ma è quasi un eufemismo: l’industria della contraffazione si espande, si allarga a nuovi settori e richiede forme di contrasto sempre più raffinate. Sono addirittura 105 milioni i prodotti contraffatti o pericolosi sequestrati nel corso del 2011, compresi i supporti pirata e i falsi made in Italy; 11.198 i falsari denunciati all’autorità giudiziaria, di cui 121 arrestati perché affiliati ad organizzazioni criminali; 13mila le operazioni anticontraffazione portate a termine.
Al di là dei numeri, emerge una nuova tendenza. Se prima il fenomeno riguardava soprattutto borse di Prada e capi di lusso (non che sia tramontato: nell’agosto scorso all’aeroporto di Fiumicino è stato sequestrato un carico di falsi Moncler, Fay, Stone Island, Nike, Versace, Dolce&Gabbana, Vuitton con falso codice anticontraffazione che immessi sul mercato avrebbero fruttato 7 milioni di euro), adesso si cambia. Ad essere taroccati sono anche detersivi e cosmetici, articoli di cancelleria, ricambi di aspirapolvere, accendini, profumi, cerchioni e centraline elettroniche, perfino le figurine per gli album dei calciatori. O le conserve di pomodoro: a novembre nell’agro nocerino le Fiamme Gialle hanno sequestrato 55mila vasetti con falso marchio San Marzano Dop prive dei codici di tracciabilità. Un paio di settimane fa i baschi verdi di Napoli hanno sequestrato quasi 80mila pezzi di ricambio per aspirapolvere contraffatti: cavi di alimentazione, filtri, perfino i sacchetti. A Bari l’estate scorsa 490mila pezzi di ricambio per l’aspirapolvere Folletto della Vorwerk.

Insomma beni di largo anzi larghissimo consumo. D’ogni sorta. In un container a Gioia Tauro trovati 3.352.000 profilattici marcati Durex e Nesmark, 10.080 paia di scarpe Crocs e migliaia di oggetti per la scuola firmati – senza esserlo – Disney, Winx, Spongebob, Spiderman. Undici tonnellate di tè verde di provenienza cinese, confezionato in 50mila confezioni, pronto per essere illecitamente commercializzato sul territorio nazionale sono state sequestrate dal comando provinciale di Milano.
Secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico, in oltre 13 mila operazioni anticontraffazione, la Finanza ha sottratto al giro d’affari dell’economia criminale un controvalore di falsi quantificabile, in media, in oltre 2 milioni di euro per ciascuna operazione. Aumenta il coinvolgimento della criminalità organizzata, anche di stampo mafioso. Acclarato già nel 2010 il diretto coinvolgimento della camorra nel controllo della pirateria, adesso è emersa la presenza della ’ndrangheta nell’importazione di capi contraffatti prodotti in Turchia. E il contrasto diventa sempre più difficile: i trafficanti diversificano le rotte e le modalità di importazione, frazionano i carichi illeciti, spediscono separatamente la merce: sul camion viaggia il prodotto, per via postale le etichette e i libretti di istruzione. Altra frontiera del falso è ovviamente la rete: l’anno scorso le Fiamme Gialle hanno effettuato oltre 500 sequestri di prodotti taroccati venduti on line, e oscurato 54 siti web.

Venerdì 03 Febbraio 2012 – 11:47    Ultimo aggiornamento: 13:55
Il Messaggero

TRASCURANO IL CANE PER 5 ANNI. IL PELO FORMA UNA CORAZZA -FOTO

David Massey

 

 

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Venerdì 03 Febbraio 2012 – 13:41

BEESTON – Si vergognavano talmente tanto di far conoscere agli altri lo stato di trascuratezza in cui versava il loro cane da rifiutarsi di portarlo dal veterinario. I crudeli padroni sono David e Majorie Massey, colpevoli di aver maltrattato e trascurato il loro cane da pastore Woody per più di cinque anni e senza alcun motivo. L’animale aveva il pelo rado e incrostato, un’infezione cronica a occhi e orecchie, un tumore non curato in bocca e dolore alle zampe. La salvezza di Woody è stato un ricovero per animali, dove gli hanno anche cambiato nome: ora si chiama Floyd. Ci sono volute quattro persone e un’ora di lavoro per liberare il corpo del cane, ricoperto da cisti e piaghe, dalla massa di peli che non gli consentiva di vedere, camminare e fare i bisogni. I padroni, intanto, sono in attesa di giudizio.

http://www.leggo.it

FERRARI, LA NUOVA ‘F2012’: “RICORDA UN TRATTORE” -FOTO

Alonso e Massa presentano la nuova F2012 (La Stampa)

 

Venerdì 03 Febbraio 2012 – 11:41

MARANELLO – Si chiama semplicemente F2012 la nuova Ferrari per il prossimo mondiale di F1. La F di Ferrari e l’anno del mondiale. La cerimonia di presentazione, annullata quella reale sulla pista di Fiorano, è cominciata alle 10 in diretta sul web. La vettura, sotto la regia di Stefano Lai, direttore della Comunicazione Ferrari, e lo sguardo del Team Principal Stefano Domenicali, è stata scoperta in diretta web (la cerimonia reale è stata annullata per neve) da Felipe Massa e Fernando Alonso alle 10.05. Al primo sguardo si conferma una vettura molto aggressiva, anche se alcune delle componenti visibili sono prese direttamente dalla monoposto 2011. Le novità vere si vedranno solo nei primi test. 

ALONSO, OBIETTIVO LOTTARE PER IL TITOLO “Lottare per il titolo, cercare di fare più punti possibile e fare delle vittorie”. E’ l’obiettivo tracciato da Fernando Alonso, durante la presentazione della nuova monoposto Ferrari a Maranello via web. 

MASSA, SONO CONVINTO DI POTER FARE BENE “Sono molto fiducioso, convinto di potere fare bene. Tutto quello che ho è tanta tanta voglia, tante buone cose dentro la mia testa per iniziare bene e finire ancora meglio”. E’ la voglia di riscatto dimostrata da Felipe Massa durante la presentazione della nuova Ferrari a Maranello, dopo la difficile stagione dell’anno scorso: “Questo – ha spiegato – è un anno molto importante per me e per tutta la squadra. Un anno dove vogliamo sicuramente tornare a lottare per il campionato”. 

MONTEZEMOLO, VOGLIAMO VINCERE “Siamo di fronte a una stagione molto importante, una stagione nella quale tutti noi vogliamo tornare ai massimi livelli. Vogliamo vincere”. Così Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, durante la presentazione via web della nuova ‘rossa’ 2012. 

F2012: 58/A FERRARI HA MUSO CHE RICORDA TRATTORE La F2012 è la 58/a monoposto Ferrari di F1. Riprendendo una tradizione, il nome richiama l’anno di costruzione. Il progetto HA sigla interna 663: le modifiche principali rispetto al 2011 hanno riguardato l’altezza della parte anteriore del telaio, la posizione dei tubi di scarico e le mappe della gestione elettronica del motore. Il muso è alto e slanciato, l’alettone sembra piuttosto goffoo, come la calandra di un trattore. Ogni area della vettura è stata profondamente rivista, ad iniziare dallo schema delle sospensioni: sia sull’anteriore che sul posteriore è stata scelta la soluzione a tirante al fine di privilegiare la prestazione aerodinamica e abbassare il centro di gravità. L’ala anteriore deriva da quella introdotta sulla 150 Italia nella parte finale della sua carriera agonistica ed é stata ulteriormente evoluta: nuovi sviluppi sono programmati per le prime gare del Campionato. Il muso presenta un gradino esteticamente non piacevole: dovendo abbassare per regolamento la parte anteriore, si è così riusciti ad alzare al massimo la parte inferiore del telaio per motivi aerodinamici. Le fiancate sono state ridisegnate, attraverso la modifica delle strutture di impatto laterali, la ridisposizione dei radiatori e la rivisitazione di tutte le appendici aerodinamiche. 

La parte posteriore è molto più stretta e rastremata nella parte bassa, un obiettivo raggiunto anche attraverso l’introduzione di una nuova scatola del cambio e la riallocazione di alcune componenti meccaniche. Negli ultimi anni l’area degli scarichi è stata una di quelle cruciali per il rendimento della vettura e molto si è lavorato su questo fronte, tenendo presenti le modifiche regolamentari introdotte quest’anno. L’ala posteriore è concettualmente simile a quella usata nel 2011 ma è stata rivista ed è più efficiente; naturalmente, è ancora dotata del sistema di riduzione della resistenza all’avanzamento (DRS), azionato idraulicamente. Le prese d’aria dei freni sono state riviste, e si è lavorato insieme alla Brembo per l’ottimizzazione dell’impianto frenante. Il motore è un’evoluzione di quello del 2011, visto che il regolamento impone il divieto di modifiche degli organi interni rivolte ad aumentarne la prestazione. Peraltro, un grosso sforzo é stato compiuto al fine di migliorare l’istallazione nel nuovo telaio al fine di non penalizzare l’aerodinamica. Un’altra area su cui hanno lavorato i motoristi è il degrado prestazionale, con l’obiettivo di mantenere il livello della prestazione il più elevato possibile lungo tutto l’arco di utilizzo di ogni unità, ormai arrivato a una vita media di tre gare. 

La gestione elettronica è stata rivista in base alle modifiche regolamentari sull’utilizzo dei gas di scarico, un lavoro che ha richiesto tante ore di prove al banco. Il sistema di recupero dell’energia cinetica mantiene la sua collocazione nella parte inferiore centrale e ha subito una revisione mirata all’alleggerimento e al miglioramento dell’efficienza. La collaborazione tecnica con Shell ha permesso un ulteriore progresso sul fronte benzina e lubrificanti. Come sempre, grande attenzione è stata dedicata all’elettronica della vettura, soprattutto come riduzione dei pesi e, ovviamente, affidabilità. Secondo la tradizione Ferrari, molto tempo è stato dedicato al rendimento e all’ottimizzazione dei materiali impiegati, alla fase di disegnazione di ci ascuno dei circa seimila elementi che compongono la vettura anche al fine di rendere più efficaci ed efficienti tutte le operazioni che si svolgono in pista. Ovviamente, il controllo di qualità rimane un aspetto cruciale così come l’obiettivo di raggiunger e il livello più alto di prestazione ed affidabilità, mantenendo il più elevato standard di sicurezza possibile. Con la riduzione del numero dei giorni di prove in pista previsti prima dell’inizio del Campionato, passati da quindici a dodici, ha assunto ancora maggiore importanza il lavoro propedeutico ai banchi prova che precede il debutto in pista. Le tre sessioni di prove – a Jerez de la Frontera e a Barcellona – serviranno a conoscere il comportamento della F2012 e ad adattarla alle gomme Pirelli e proprio lo sfruttamento degli pneumatici costituisce un’area su cui si è lavorato molto sia in fase di progettazione che come gestione dell’attività in pista. Un intenso programma di sviluppo della monoposto è previsto per la prima fase della stagione, soprattutto sotto il profilo aerodinamico.

http://www.leggo.it

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