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Archive for febbraio 6, 2012

Endometriosi ovaio: ecco identikit per rimuoverla senza rischi

Endometriosi ovaio: ecco identikit per rimuoverla senza rischi

12:46 03 FEB 2012

(AGI) – Roma, 3 feb. – Ricercatori dell’Universita’ Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma hanno tracciato “un identikit” delle cisti dell’ovaio dovute a endometriosi facendo finalmente luce su quelle che si possono asportare senza rischi per la paziente e quelle la cui asportazione chirurgica, invece, puo’ comportare un rischio per la sua fertilita’.
  L’endometriosi interessa un numero decisamente significativo di pazienti in eta’ fertile (15-45% della popolazione) e tra queste, la maggior parte dei casi dimostra un interessamento ovarico della malattia (il cosiddetto endometrioma). Quando togliere una cisti ovarica “endometriosica” senza compromettere la capacita’ riproduttiva della donna e quando invece aspettare o provare un trattamento farmacologico? La risposta a questa domanda, importante per un intervento molto comune in Italia (piu’ di 1500 interventi l’anno) arriva da uno studio di ricercatori dell’Universita’ Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma grazie al quale si cominciano a definire le caratteristiche delle cisti ovariche endometriosiche da operare e a quali rischi e controindicazioni per la paziente sono associate. Lo studio e’ stato condotto dal gruppo del professor Antonio Lanzone, direttore di Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica della Cattolica di Roma, e coordinato dal professor Maurizio Guido, docente nello stesso Istituto e pubblicato di recente sulla rivista Fertility and Sterility.
  “E’ emerso – spiega il professor Guido – che soprattutto nelle donne giovani (under-32 anni) rimuovere le cisti endometriosiche di piccole dimensioni puo’ causare un danno molto piu’ importante, arrecando un rischio alla fertilita’ della paziente che non rimuovere, invece, le cisti di piu’ grandi dimensioni”. Le cisti ovariche endometriosiche sono un problema piuttosto comune nelle donne in eta’ fertile, la cui origine resta ancora in gran parte da chiarire. “La prassi abituale e’ stata quella di procedere alla rimozione chirurgica delle cisti; finora non era ancora chiaro quali potessero essere le conseguenze di questo intervento per la fertilita’ della paziente”, considera il ginecologo Guido. I ricercatori hanno riscontrato che l’asportazione chirurgica delle cisti di minori dimensioni, provoca una maggiore perdita di “follicoli” (e quindi di ovociti); asportarle, dunque, lede almeno in parte la fertilita’ della donna, mentre la numerosita’ dei follicoli presenti nelle cisti di maggiori dimensioni e’ minore, quindi la loro rimozione e’ meno rischiosa per la fertilita’. Inoltre, i ricercatori del Gemelli, attraverso un’indagine istologica dell’endometrioma, hanno individuato due tipologie di “capsula cistica”: fibroblastica e fibrocitica, la prima delle quali, piu’ frequente nelle pazienti under 32 anni, e’ correlata a una maggior perdita di follicoli dopo la chirurgia .

http://www.agi.it/

Sformato di Parmigiano-Reggiano

Da servire come antipasto per stuzzicare l’appetito, ideale per le cene in compagnia!

  • Sformato di Parmigiano-Reggiano

  • Tempi

    45 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Antipasti

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 90 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 25 cl di panna fresca
  • un cucchiaino d’amido di mais
  • 2 uova
  • sale e pepe q.b.
  • noce moscata q.b.
  • burro q.b.

PREPARAZIONE

25 minuti per la preparazione + 20 minuti per la cottura

Mettete la panna in un pentolino.
Fate sciogliere la fecola con un cucchiaio di acqua e aggiungetela alla panna, mescolando con cura.
Aggiungete anche un po’ di sale, il pepe macinato fresco e una spolverata di noce moscata.
Ponete il pentolino sul fuoco e portate ad ebollizione il contenuto.

Nello frattempo sbattete con una frusta le uova insieme al Parmigiano Reggiano grattugiato.
Quando la panna è in bollitura, toglietela dal fuoco e aggiungetene un po’ alle uova sbattute con il Parmigiano-Reggiano,  mescolando rapidamente per portare le uova in temperatura.
Fate amalgamare e aggiungete la restante panna, mescolando con cura.
Quando il composto è pronto, potete riempire le formine di alluminio.
Prima di versarvi il composto ungetele con un po’ di burro oppure con uno spruzzo di spray indicato per la cottura antiaderente.

Riempite la formine di alluminio con la salsa al Parmigiano-Reggiano ma non fino a colmarle: lasciate 1 centimetro di spazio dal bordo.
Mettete gli stampini in una teglia dai bordi alti adatta alla cottura a bagnomaria: aggiungete l’acqua – facendo attenzione a non bagnare il preparato – e mettete a cuocere per 20 minuti in forno caldo a 150 gradi.

Mentre gli sformatini cuociono, potete preparare delle croccanti cialde al Parmigiano-Reggiano.
Su un foglio di carta forno stendete un cucchiaio di Parmigiano-Reggiano grattugiato e appiattitelo, dandogli la forma di un cerchio: mettete nel forno a microonde per 1 minuto (la cottura nel microonde dipende comunque dalla potenza del vostro elettrodomestico: il formaggio deve sciogliersi completamente).
Quindi estraete la carta forno, facendo attenzione a non scottarvi con il formaggio fuso perché è molto caldo. 
Aspettate qualche istante, dopodiché modellate la cialda come preferite.
Ad esempio stropicciatela al centro per darle la parvenza di un fiore croccante.

Quando lo sformato è cotto, fatelo raffreddare per 5 minuti per farlo rassodare.
Estraetelo con cura dallo stampino e impiattatelo: servite con alcune gocce di aceto balsamico e il fiore croccante di Parmigiano-Reggiano.

STORIE NEL PIATTO

Il Parmigiano-Reggiano è un formaggio DOP di latte vaccino intero di due mungiture, di cui una parzialmente scremata per affioramento.
Dalla forma cilindrica con scalzo leggermente convesso o quasi dritto, ha un diametro che varia dai 35 ai 45 cm, con un’altezza pari a 18-24 cm, e una pezzatura dai 22 ai 40 kg.
Lo si riconosce dai marchi apposti sulla crosta e dagli inconfondibili puntini: il sapore è fragrante, delicato, saporito ma non piccante.
Ottimo ricettato, meraviglioso in purezza per gustare le diverse stagionature di riferimento per il consumatore (18 mesi, oltre 24 mesi, oltre 30 mesi).
Questo prestigioso formaggio italiano noto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue peculiarità inimitabili, vanta origini antichissime e già Columella, Varrone e Marziale in epoca romana decantavano la produzione e la fama di un formaggio di provenienza parmigiana con caratteristiche molto prossime a quelle dell’attuale Parmigiano-Reggiano.
A metà del 1300 Giovanni Boccaccio, nel suo Decamerone, cita il Parmigiano per condire maccheroni e ravioli collocandolo nel Paese di Bengodi, e sancendone una tipizzazione ed una notorietà immutate fino ai nostri giorni  (…ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giú, e chi piú ne pigliava piú se n’aveva…). 
Il Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano, sorto nel 1934, associa i caseifici produttori del formaggio omonimo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna, che costituiscono la zona tipica di produzione.

http://www.academiabarilla.it/

«Non fatemi più entrare al Casinò»

 

Con l’avvento delle sale per videolottery il vizio del gioco è dilagato.

Con l’avvento delle sale per videolottery il vizio del gioco è dilagato.

 

Sanremo – Basta compilare un modulo con le proprie generalità, firmare e “rien ne va plus”, ingresso vietato al Casinò.

Una scelta lesionistica penserà la maggioranza, maindispensabile per non rimanere in “braghe di tela” quando si è giocatori incalliti. E sono già un centinaio i sanremesi che hanno scelto di auto-vietarsi l’entrata nelle sale della casa da gioco.

Un fenomeno che è praticamente quadruplicato negli ultimi tre anni. Già da un decennio il modulo viene messo a disposizione di chi è preda dell’azzardo. Sarà la crisi, sarà il dilagare delle offerte di gioco, a partire dalle videolottery, ma ora il problema della dipendenza dall’adrenalina regalata dalla sfida alla bendata è diventato serio. E in molti sono dovuti ricorrere alle misure estreme.

Solitamente è la famiglia dei giocatori impenitenti a chiedere che venga posto il veto. Qualche volta è la stessa casa da gioco. Ma quando il vizio prende il sopravvento e gli stipendi vanno in fumo rincorrendo un jackpot, l’opzione della scelta personale diventa una strada da non sottovalutare. Sono soprattutto gli appassionati di slot machine a ricorrere alla misura.

U na sorta di “confessione” in un momento di lucidità, con relativa penitenza.Salvo poi le inevitabili ricadute e la richiesta di essere riammessi nella grande arena dell’azzardo. Al momento basta una contro-domanda e se il divieto d’accesso deriva da una scelta autonoma viene revocato. Proprio per questo il Casinò intende rendere obbligatorio lo stop per almeno tre mesi.

Un modo per tutelare chi ha sostituito il divertimento con il vizio e rischia di rovinarsi. Gli auto-vietati sono di tutte le età, per la maggioranza adulti, tra i 30 e i 50 anni, insomma la fascia che statisticamente è più esposta a cedere alle lusinghe di slot machine e tavoli verdi. Una categoria equamente suddivisa tra uomini e donne, di ogni ceto sociale e culturale. Qualcuno con problemi legati ad altri tipi di dipendenze che si alimentano a vicenda.

A dettagliare la situazione è Silvia Marcuzzo, psicologa della cooperativa sociale L’Ancora, da anni attiva nel recupero dei “tossici” dell’azzardo: «L’esperienza insegna che si può uscire dal tunnel soprattutto con l’aiuto delle famiglie. Chi si auto-vieta è solo o lo fa per nascondere ai congiunti la situazione, ma è quasi immediato ricaderci. Quando c’è la possibilità è meglio coinvolgere tutto il nucleo familiare. La prima operazione da fare è inibire l’uso di contanti e carte di credito al giocatore, poi affrontare una terapia di gruppo. Tutti i partecipanti hanno l’obbligo di denunciare gli altri membri in caso di avvistamenti “sospetti”. Non significa fare la spia, ma salvare una persona dalla rovina». Un percorso difficile, quindi, che nei casi più estremi prevede anche l’utilizzo di psicofarmaci. Difficile dire quanto tempo può servire per tornare ad una vita “normale”, anni probabilmente.

Certamente può essere un buon inizio quello di farsi consegnare il modulo e chiedere di essere vietati. Un atto di coraggio. «Proprio per questa ragione – conclude la Marcuzzo – L’Ancora ha attivato il progetto Prisma: al momento seguiamo 50 sanremesi, che si sono rivolti ai nostri psicologi per essere aiutati ad uscire dal turbine delle famigerate ”macchinette”. Ma con la liberalizzazione delle videolottery le sale da gioco proliferano, senza contare i bar e i tabaccai che mettono a disposizione le slot e il fenomeno del poker online. Il Casinò è un posto più controllato e paradossalmente meno pericoloso». Come prova la via d’uscita rappresentata dal “gettonatissimo” modulo per auto-vietarsi.

IL SECOLO XIX

NUOVI GUAI PER LA CARNIVAL: 100 PERSONE INFETTATE DA UN VIRUS IN CROCIERA

La Ruby Princess

 

 

Domenica 05 Febbraio 2012 – 20:39

NEW YORK – Dopo la tragedia della Costa Concordia, la Carnival Group (a cui appartiene la Costa Crociere) è di nuovo nell’occhio del ciclone a causa di un virus che ha colpito oltre cento passeggeri di ritorno da una crociera nel Mar dei Caraibi. La Ruby Princess, una delle navi di punta della compagnia, era salpata da Fort Lauderdale, in Florida, il 29 gennaio ed è rientrata alla base oggi, come previsto. La sgradita sorpresa all’arrivo è stata invece quella di almeno novanta passeggeri 13 membri dell’equipaggio che – secondo le prime analisi – avrebbero contratto un virus gastro-intestinale molto contagioso, conosciuto come Norovirus. Le persone colpite – come ha ammesso una portavoce della Carnival – soffrono tutte di vomito e diarrea e ne avranno per almeno tre giorni. Un’altra nave della compagnia, la Crown Princess, era stata colpita dallo stesso virus la scorsa settimana, ma dopo essere stata disinfettata è già ripartita, anch’essa per una crociera nei Caraib

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GAS, IN ITALIA CONSUMO RECORD PER IL GELO: ALLERTATO IL MINISTERO DELLO SVILUPPO

 

 

Domenica 05 Febbraio 2012 – 21:38

ROMA – Scatta l’allerta per il Gas. Il freddo morde l’intera Italia e il consumo ha toccato oggi un picco di 385 milioni di metri cubi. Domani, non appena si riattiveranno le industrie, i tecnici hanno già calcolato che si toccherà il primato di tutti i tempi: 440 milioni di metri cubi. La Russia continua già da qualche tempo a mantenere i rubinetti della Gazprom semichiusi: la riduzione è stata oggi tra il 26% delle 16 e il 23% delle ore 19. Così, anche se si sono aperti maggiormente i flussi dal Nordafrica, è scattata l’allerta. Il comitato per il monitoraggio e l’emergenza del Gas, presso il ministero dello Sviluppo Economico, ha seguito passo passo la giornata e domani si riunirà per decidere anche eventuali altre misure per «una situazione che considera di allerta». Il presidente dell’Eni Paolo Scaroni, che in mattinata era stato tranquillizzante («Non ci saranno problemi per i prossimi giorni nel rifornimento di gas per l’Italia», aveva detto ai microfoni del Gr1), in serata ha spiegato che «l’ipotesi peggiore potrebbe essere che, se dovesse mancare altro gas, bisognerà intervenire sugli interrompibili, quelle aziende che hanno dei contratti per i quali si può interrompere il flusso del gas e mettere in atto una serie di misure che il Ministero dello Sviluppo Economico ha già preparato da tempo per far fronte a questa emergenza». La Russia aveva annunciato ieri di voler tagliare del 10% le forniture all’Europa. Per l’Italia, al valico di Tarvisio, il rubinetto semichiuso aveva comportato una riduzione vicino al 30%. Ora la differenza tra richiesta e fornitura si è ridotta, anche se di poco. Ma, soprattutto, sono stati attivati flussi da altre fonti. «Abbiamo reagito a questa emergenza – spiega Scaroni – aumentando le importazioni dall’Algeria e dal Nord Europa attraverso la Svizzera, quindi non avremo problemi fino a mercoledì, nel senso che ci attendiamo un’altra ondata di freddo in Russia e non sappiamo quali comportamenti seguirà Gazprom giovedì e venerdì. Quindi attendiamo e ci stiamo preparando a momenti ancora difficili: per questa ragione ci sarà una riunione domani al Ministero dello Sviluppo Economico per prepararci a un’ulteriore emergenza che potrebbe coinvolgerci tra giovedì e venerdì prossimi». La novità è rappresentata proprio dal boom dei consumi registrati dal comitato con gli esperti che si riunisce al ministero guidato da Corrado Passera. «Il comitato per il monitoraggio e l’emergenza gas del Ministero dello Sviluppo Economico – ha annunciato il dicastero – sta monitorando costantemente lo stato degli approvvigionamenti del nostro Paese, alla luce del perdurare dell’eccezionale ondata di freddo che sta attraversando l’Europa e che nei prossimi giorni potrebbe portare i consumi italiani, secondo le previsioni, a massimi storici mai raggiunti in precedenza (intorno ai 440 milioni di metri cubi al giorno)». Ma oltre al calo delle forniture russe ci sono anche le difficoltà registrate dal rigassificatore di Rovigo, per le avverse condizioni del mare. Così «dopo aver aumentato le importazioni da Nord Europa e Nord Africa – prosegue il ministero – si sta valutando la possibilità di avviare le ulteriori misure previste sul fronte della domanda diversa dal settore domestico». L’appuntamento con le prime decisioni è previsto per domani mattina per un attento check up. 

 

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MORTA ADRIENNE, “BIMBA ANZIANA”. STAR AI FUNERALI -FOTO

La lotta di Adrienne e gli amici vip

 

La lotta di Adrienne e gli amici vip

 

La lotta di Adrienne e gli amici vip
Venerdì 27 Gennaio 2012 – 10:48

DOVER – Vip e persone comuni al funerale della donna simbolo della lotta alle malattie rare genetiche che portano all’invecchiamento precoce. Adrienne Greenway, 25 anni, soffriva di una malattia rarissima che porta alla morte in età giovanissima e aveva deciso di fare della propria condizione il simbolo della lotta alle malattie rare. 

La sua forza di volontà aveva molto colpito alcune delle principali celebrità hollywoodiane, che avevano deciso di finanziare la battaglia di Greenway con centinaia di migliaia di sterline. Ai funerali c’erano anche gli attori Jude Law e Sienna Miller: “Jude è stata una torre di forza per noi”, ha detto il padre di Adrienne,
“Non era tenuto a parlare al funerale, ma l’ha fatto. Ha ricordato tutti i momenti felici che avevano trascorso insieme”.

Il discorso di Jude Law, del resto, aveva colpito tutti gli amici di Adrienne: “Amava le cose belle della vita.
Ha sempre detto che una delle cose buone della sua condizione era che poteva comprare bei vestiti spendendo meno, dato che aveva bisogno di taglie per bambini”.

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PARTNER INFEDELE? SCOPRILO CON IL TEST DEL DNA SULLE MUTANDE

BY

 – 5 FEBBRAIO 2012

 

NEW YORK – Un test del Dna per scoprire se il partner è infedele. È questa l’ultima risorsa a disposizione dei gelosi americani secondo quanto riporta l’Huffington Post. C’è un centro apposito di genetica, il Paternity Lab Center, che effettua analisi sulle tracce di Dna presenti sugli indumenti e poi li compara con quelli dei rispettivi compagni: se le prove non combaciano, la possibilità di negare il tradimento è quasi inesistente.
«Di solito le persone ci contattano quando sono alla fine dei loro tentativi, l’ultimo modo per confermare le loro paure», ha dichiarato uno dei responsabili del Paternity Lab Center. Il centro, che effettua test di paternità, ha recentemente inaugurato il nuovo business che con prezzi abbastanza accessibili permette di avere prove schiaccianti. Circa 500 dollari per far esaminare gli indumenti intimi del supposto infedele, così suddivisi: «200 per l’estrazione del Dna, 215 per la comparazione del materiale genetico», conferma lo specialista del centro. Se per alcuni il test sembra troppo invasivo, per altri vale l’adagio “quel che non si fa non si sa”.

LADY GAGA A SANREMO? “VOGLIO 500.000 EURO E UNA VILLA A VICENZA”

 

 

Domenica 05 Febbraio 2012 – 18:48

ROMA – Trattative aperte per riuscire a portare sul palco dell’Ariston Lady Gaga. A quanto pare il fenomeno musicale del momento chiederebbe un cachet di 500 mila euro e la possibilita’ di risiedere in una delle Ville Palladiane del comprensorio vicentino. Lo rivela il sito Pupia.tv. L’artista ovviamente porterebbe con se’ la sua factory, la Haus of Gaga, qualcosa di molto simile alla Factory di Andy Warhol, ovvero un team di stilisti, truccatori, parrucchieri e assistenti impegnati nella cura delle sua immagine. La star non vuole finire a Montecarlo, come accadde a Madonna nel lontano 1995 per la sua prima apparizione al Festival della canzone italiana. Qualcuno avrebbe fatto notare alla cantante che Vicenza dista circa 470 km da Sanremo, ma Miss Germanotta non ha voluto sentire ragioni, chiedendo di metterle a disposizione addirittura un elicottero per raggiungere comodamente la cittadina ligure. Informato della possibilita’ il Consorzio di promozione turistica Vicenzae’ e’ prontissimo a soddisfare le esigenze della cantante, creando anche, qualora decidesse di fare tappa, un menu’ ad hoc, il “Menu’ Gaga”: per primo i risotti con asparagi bianchi di Bassano e con broccolo fiolaro di Creazzo ricetta locale, l’inimitabile baccala’ alla vicentina piatto di punta della gastronomia tradizionale, e il brasadelo dolce tipico alle mandorle, oltre ad offrirle forniture a vita di cibi: forme di asiago, funghi di Costozza, i bisi di Lumignano e la cipolla rosa di Bassano.

http://www.leggo.it/

Allarme per il virus ”divora-carne”: si strasmette su autobus e treni!


Gli esperti hanno allertato tutto il Paese: una polmonite divoratrice facilmente contagiosa, si sta diffondendo nei trasporti pubblici del Regno Unito.

Questo virus mortale della Mrsa, chiamato Usa300, contagia tramite la pelle e riesce a sopravvivere anche sulle superfici. I primi casi sono stati verificati negli USA, da cui ha preso il nome, ma ora il virus si sta diffondendo vertiginosamente anche nel Regno Unito e presto potrà arrivare in altre parti del mondo.
Usa300 è resistente al trattamento di molti antibiotici e può causare grandi bolle sulla pelle.
Nei casi più gravi, può portare all’avvelenamento del sangue o ad una forma di polmonite che può erodere il tessuto polmonare.
Finora sono stati riscontrati 200 casi.
Pubblicato il 5.2.12
http://www.notizie-sconvolgenti.com/

”Ho scoperto sistema per risparmiare benzina, ma in Italia nessuno mi ascolta!”

Prende il nome di Leonardo Grieco, ed è un meccanico di grande esperienza di Varese, che ha inventato un metodo per risparmiare benzina nelle auto e allungare la vita del motore del 70-80% rispetto al suo normale utilizzo.

Il sistema da lui brevettato prende il nome di Kinetic Drive System e, in poche parole, riesce a mantenere il motore ad un numero di giri sempre costante e con un cambio di marce praticamente nullo, ovvero, cambiando le marce il numero dei giri rimane invariato, così come le emissioni di CO2 e il consumo medio dell’auto; – Con questo sistema, spiega il signor Grieco, è possibile risparmiare il 60% di benzina rispetto ai normali consumi di ogni autoveicolo.
Fatto sta, che dopo aver contattato le case automobilistiche di tutta Italia, dalle più piccole alle più grandi, il signor Leonardo è riuscito ad intromettere il suo innovativo sistema solo in Svizzera, dov’è già possibile adattare il Kinetic Dive System ad ogni automobile con una tariffa di 2.000 euro circa.
Pubblicato il 6.2.12
http://www.notizie-sconvolgenti.com/

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