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Archive for febbraio 9, 2012

UCCIDONO LA FIGLIA E PESTANO IL GEMELLO. “TORTURE E SEVIZIE PER 2 ANNI” -FOTO/VIDEO

 

Il video della tv americana

Mercoledì 08 Febbraio 2012 – 21:38

MIAMI – Due genitori americani hanno ucciso la loro figlia adottiva Nubia, di dieci anni, e ridotto in fin di vita il suo gemello Victor, picchiandolo a sangue: è questo l’epilogo di una storia di violenza familiare che ha sconvolto l’America. I due bambini della contea di Palm Beach, in Florida, sono stati sottoposti per due anni ad ogni genere di torture e sevizie dai loro genitori, ma nonostante Carmen e Jorge Barahona, 60 e 53 anni, siano stati arrestati un anno fa, soltanto ieri, durante una delle udienze del processo, sono emersi i dettagli più raccapriccianti delle percosse subite dai bimbi. 
A raccontarli – secondo quanto riportato dal Palm Beach Post – è stata Katia Garcia, la donna che si è presa cura di Victor dopo che il piccolo fu dimesso dall’ospedale nel marzo scorso. «Suo padre gli metteva un sacco sulla testa e fingeva di soffocarlo, ma un paio di volte ci è andato vicino – ha raccontato la donna – Poi gli versava salsa piccante nelle orecchie, nel naso e in bocca, e lo ha persino costretto a mangiare uno scarafaggio». 
La Garcia, durante il suo triste racconto, ha riferito che una volta, mentre Victor e Nubia stavano facendo il bagno, Jorge gli versò un secchio di candeggina e acqua ghiacciata sulla testa, quindi li legò e abbandonò per giorni nella vasca. E mentre i due genitori adottivi banchettavano con ogni genere di manicaretto, i bambini venivano nutriti con un pezzo di pane e un bicchiere di latte una volta alla settimana.
La coppia fu fermata il 14 febbraio 2011 lungo la superstrada Interstate 95, a West Palm Beach. Gli agenti videro che il corpo del piccolo Victor era cosparso di ferite e bruciature provocate da una sostanza acida, quindi ad un esame più approfondito del furgoncino su cui viaggiavano i Barahona, la polizia trovò il corpo di Nubia avvolto un sacchetto di plastica nera in avanzato stato di decomposizione. 
Ora i due sono accusati di omicidio e abusi su minori e rischiano la pena di morte. «Victor – ha detto ancora la teste – aveva cicatrici su tutto il corpo, e mi ha raccontato che veniva spesso picchiato con il manico di una scopa». Il bambino, che adesso vive in Texas con uno zio, pensava spesso alla Garcia e alla sorella morta, ma «quando si riferiva a Nubia la sua voce si spezzava, piangeva, e non riusciva a finire la frase», ha spiegato la donna.

COMMENTI     (8)    Scrivi un commento
Riflessione
Per favore calmatevi, non serve incitare alla violenza. La pena di morte non deve essere accompagnata da urli rabbiosi, la pena di morte deve essere una cosa tranquilla, semplice. Urlando di rabbia “pena di morte!!” non fate altro che attribuire a questa un valore negativo. Pena di morte, non dovete vedere in “pena di morte” una cosa “estrema”, vedetela come un bello strumento di risoluzione di problemi: sia per i criminali, che per tutto il resto. Sorridete invece di arrabbiarvi, quando viene applicata la pena di morte, così diffonderete l’usanza. Al giorno d’oggi questa non è diffusa perché si ha paura di essa, per religioni o altre paure. Invece dovrebbe essere impiegata quando si ha la certezza dei suoi benefici. In questo caso è da applicare, per evitare che si ripeta la stessa cosa. Anche i credenti devono ravvedersi: dare la pena di morte a qualcuno significa mandarlo direttamente al giudizio divino, esiste cosa migliore di questa? Se non sono in grado di giudicare il soggetto in questione, che lo mandino direttamente al giudizio divino, no? La pena di morte non è una cosa terribile! Ogni giorno muoiono tanti esseri umani, in modo del tutto casuale. Usare la pena di morte comporta risparmi e fatiche, e permette di evolversi, di creare un sistema autocontenuto. I criminali morti non esistono, non sentono niente, hanno vissuto quello che dovevano vivere, e probabilente hanno tratto abbastanza beneficio dalla vita, e anche probabilmente a danno di altri. La loro porzione di benessere l’hanno già avuta, no? Quelli che sentono qualcosa sono quelli rimasti in vita, e di certo non è bello lasciarli con i criminali. Quindi, accogliete la pena di morte con un sorriso! Senza torturarli, perché la tortura non porta a niente, serve solo a farvi sentire più depressi e aggressivi, e magari poi questa vostra aggressività si ripercuote sui vostri cari. Non pensateci, pena di morte e basta, tutto tranquillo, tutto finito. Non abbiate paura di autogestire l’umanità.
commento inviato il 09-02-2012 alle 00:59 da zen
PENA DI MORTE
a morte subito….non meritano di vivere…..a morteeeeeeee !!!
commento inviato il 09-02-2012 alle 00:34 da roberto
Che Dio non li perdoni
E tantomeno lo facessero gli uomini.
Cordialmente
commento inviato il 08-02-2012 alle 23:50 da Roy
fargli fare giorno per giorno le stesse cose che loro hanno fatto a questi poveri bambini…..ogni cosa…..candeggina secchiate d’acqua gelida…..tutto quanto…..e finirli nella stessa maniera in qui è stata uccisa la piccola……….troppo facile finirli con una iniezione…….troppo facile……
commento inviato il 08-02-2012 alle 23:26 da baloo
La legge di Mosè è sempre la migliore!!! Occhio per occhio!! Quanta immondizia in meno sulla terra!!!
Altro che metterli in carcere e mantenerli ancora a vita!! Ci vorrebbe la lapidazione.. senza nessuna pietà contro chiunque si macchia di crimini del genere!!! In Italia i processi vanno avanti anni e poi? Vengono liberati dopo poco tempo!! E la frustrazione e presa in giro delle forze dell’ordine!!!Grazie ad i politici!! Lapiderei pure loro.Molti sarebbero d’accordo con me.
commento inviato il 08-02-2012 alle 23:00 da luciano
evviva.
sono contenta che li ci sia la pena di morte.quando è tutto vero e accertato che vengano ammazzati sti infami.
commento inviato il 08-02-2012 alle 22:20 da barbara67
C’è da commentare a questa notizia??? Come mamma,preferisco di no,non sarebbe pubblicato il mio commento….Sono contro la pena di morte…ma in questo caso è l’unica certezza che mi rimane …..ma non iniezione letale,sedia elettrica ecc.ecc. ….rimanere nella cella tutti e 2 insieme e …………………
commento inviato il 08-02-2012 alle 21:53 da fiorellino
MORTE
MORTE MORTE MORTE MORTE MORTE MORTE A QUESTI 2 MALEDETTI!!!
commento inviato il 08-02-2012 alle 21:45 da Alessio

 

http://www.leggo.it

 

Isolamento totale per Demi Moore

 

 

 

Demi Moore

Demi Moore

 

 

Washington – Demi Moore è stata ricoverata nel centro per disintossicazioni `Cirque Lodge´ a Sundance, in Utah, frequentato sempre più spesso da Vip in cerca di rimettersi in carreggiata. Dopo il collasso e il ricovero improvviso di una decina di giorni fa a Los Angeles, l’attrice protagonista di `Gohst´ sarebbe ora in totale isolamento nella clinica per riprendersi da un disturbo alimentare ossessivo e dipendenza da sostanze non specificate. Secondo fonti anonime, la donna dopo la separazione dal marito Ashton Kutcher «è entrata in una spirale senza via d’uscita». «La sua vita è in crisi completa – ha detto una fonte vicina all’attrice al settimanale `Us Weekly´ – sta per compiere 50 anni e non ha la più pallida di chi sia».

L’attrice avrebbe persino corteggiato insistentementeZac Efron, un amico della figlia ventiquatrenneRumer.

È la seconda volta che la Moore entra in una clinica di riabilitazione, la prima fu nel 1985. Il centro `Cirque Lodge´, situato nel cuore delle Rocky Mountain, si è preso cura negli ultimi tempi anche delle attrici Lindsay Lohan e Eva Mendes. Demi Moore fu presa da convulsioni nel corso di un party dopo aver fumato qualcosa di simile all’incenso lo scorso 23 gennaio.

A quella festa, si è appreso, partecipava anche Annie Starke,la figlia di Glenn Close., Annie avrebbe preso parte alla concitata telefonata al 911 per chiedere aiuto per Demi. Ma quello che ci si domanda è: cosa ci faceva una ragazza di 21 anni a una festa con una donna di 49?

 

IL SECOLO XIX

Maldive nel caos, timore per i turisti

 

 

Proteste nella capitale

Proteste nella capitale

 

New Delhi – Le Maldive scivolano verso il caos, non solo la capitale Malè, e cresce la preoccupazione per le centinaia di migliaia di turisti che popolano in questo periodo i paradisiaci atolli dell’arcipelago. A 24 ore dal colpo di Stato che lo ha costretto alle dimissioni, il presidente Mohamed Nasheed, detto anche “il Mandela delle Maldive”, è tornato in piazza alla testa di migliaia di membri del Partito democratico (Mdp), chiedendo le dimissioni del suo successore ed ex vice,Mohamed Waheed Hassan, e «lo svolgimento immediato di nuove elezioni». Poi sono scoppiati gli scontri con la polizia, con decine di feriti tra i dimostranti.

Situazione esplosiva 
E la tensione è esplosa anche in alcuni atolli dell’arcipelago, con assalti alle caserme ed ai commissariati: 250 detenuti del carcere su un’isola nei pressi della capitale si sono scontrati con le guardie carcerarie. Mentre non è stata confermata la morte di una donna negli scontri odierni. A Malè, dopo aver arringato i militanti, Nasheed si è messo alla testa di un corteo che nella centrale Republic Square si è scontrato con la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e sfollagente al lancio di pietre e bombe molotov.

Lo stesso Nasheed, hanno riferito testimoni oculari, è rimasto ferito al capo, insieme ad altre decine di seguaci, ed è stato ricoverato brevemente in ospedale. Colonne di fumo si sono levate nel cielo della capitale. Gli incidenti in serata sono diminuiti di intensità, ma folti gruppi di attivisti del Mdp hanno bloccato importanti strade nel centro e alla periferia della città. Cruente le decine di immagini pubblicate sui social network, con i testimoni che riferiscono di «donne picchiate selvaggiamente» e diversi deputati del partito del deposto presidente arrestati o feriti.

Timori per i turisti 
Malgrado le tensioni, fonti diplomatiche italiane hanno detto all’Ansa che non c’è allarme nella comunità italiana, formata di poche decine di residenti e di turisti, alloggiati tutti nei differenti atolli maldiviani e quindi «molto lontani dai disordini». Ma per il sindaco della capitale,Abdulla Sodig, i turisti sono invece in pericolo, perché «in molte isole la gente si sta rivoltando contro la polizia, assaltando le stazioni. Naturalmente questo crea situazioni di pericolo».

Disordini negli atolli 
In serata autorità locali hanno segnalato che i disordini si sono estesi in particolare a due atolli, Addu e Thinadhoo. Ad Addu è stato appiccato il fuoco ai commissariati di polizia di Gan e Feydhoo. I dimostranti hanno poi attaccato una unità dei vigili del fuoco, per cui le fiamme hanno continuato a espandersi. A Thinadhoo i manifestanti hanno attaccato il commissariato di polizia, il tribunale locale e l’ufficio del Consiglio dell’atollo. Occupati anche il commissariato di polizia e il tribunale ad Alifushi, nell’atollo di Raa.

Il presidente deposto 
Nelle sue prime dichiarazioni dopo la rinuncia, Nasheed ha denunciato oggi di essere stato vittima di «un colpo di stato» attuato da settori di polizia ed esercito. Fatto sorprendente perché, ricordano gli analisti, se era noto che la polizia rispondeva all’ex presidente-dittatore Maumoon Abdul Gayoom, l’esercito era considerato vicino all’ex capo dello Stato. «Torneremo nuovamente al potere – ha proclamato arringando la folla – perché non arretrerò mai. Non accetterò questo golpe e porterò la giustizia ai maldiviani». E le accuse di “golpismo” al presidente Waheed sono state rinnovate anche dall’ex ministro degli Esteri, Ahmed Naseem, che lo ha indicato ai giornalisti come «il grande burattinaio» dell’operazione.

Il vice in sella 
Ma nella sua conferenza odierna in cui ha rivolto un appello ai partiti affinché lavorino «alla formazione di un governo di unità nazionale», il capo dello Stato ha respinto le accuse rivoltegli, ribadendo di «essere stato all’oscuro di quanto accadeva». «Vi sembro uno che è capace di tramare un colpo di stato?», ha esclamato, assicurando poi che «non c’era alcun piano. Io non ero affatto preparato» ad intervenire.

Da parte sua Paul Roberts, consigliere britannico dell’ex presidente, ha rivelato all’emittente Ndtv di New Delhi che «avevamo chiesto al governo indiano di intervenire militarmente a sostegno del presidente. L’India – ha aggiunto – deve uscire dalla sua neutralità e decidere chi appoggia». Infine, si è appreso che domani arriverà a Malè una delegazione dell’Onu guidata dall’assistente segretario di Stato Oscar Fernandez-Tarranco, seguita da una del Commonwealth e, forse, della Unione europea (Ue).

IL SECOLO XIX

 

Cairo, 500 mila euro al gratta e vinci

 

 

I tagliandi della fortuna

I tagliandi della fortuna

 

Cairo Montenotte – Per una volta il generale inverno, che da giorni non concede tregua alla Valbormida, è stato sconfitto dalla Dea Bendata. Questa mattina, infatti, la fortuna si è fermata a Cairo Montenotte regalando un po’ di calore a un fortunato appassionato di Gratta e Vinci. Con 5 euro, il fortunato giocatore, un operaio, ha acquistato il tagliando alla ricevitoria-edicola di Roberta Ferraro, in corso Dante angolo viale Martiri della Libertà, trovando il numero “41” abbinato a un ricco montepremi: mezzo milione di euro.

Una vincita che ha riscaldato la mattinata dell’edicolante e, soprattutto, quella del fortunato cliente che ora potrà acquistare casa e auto nuova e concedersi anche una festa con gli amici che lo hanno già tempestato di telefonate per congratularsi della ricca vincita.

IL SECOLO XIX

Furti di rame nel cimitero

 

 

Bivio di Zuccarello (foto d’archivio)

Bivio di Zuccarello (foto d’archivio)

 

Savona – Ladri di rame in azione a Zuccarello, nell’entroterra di Albenga (Savona): dopo aver smontato la grondaia della cappella dove vengono celebrate le cerimonie funebri, si sono avventati sugli ornamenti delle tombe di famiglia prendendo vasi e bordature.

Alla fine il bottino è stato di circa 10 chili di rame. Ad accorgersi del singolare furto sono stati i necrofori del cimitero che questa mattina erano andati ad aprire il cancello per un funerale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che si occupano delle indagini.

IL SECOLO XIX

VIDEO: BIMBO NUDO SULLA NEVE PER FORTIFICARE IL CARATTERE. IL VIDEO INDIGNA IL WEB

BY

MONDOCURIOSO
 – 8 FEBBRAIO 2012

 

 

 

 

 

 

 

NEW YORK – Senza vestiti, al gelo, a soli quattro anni di età: è l’immagine di un bambino cinese costretto dai genitori a correre sulla neve, in mutande e scarpette, per fortificare il carattere. Il video ha fatto indignare con vive polemiche gli utenti di internet. Il padre e la madre del bimbo hanno tentato di difendersi sui giornali, affermando che volevano «fortificarne il carattere»: ma sul web decine di migliaia di blogger hanno protestato.

Il video, ripreso più volte, mostra il bimbo trotterellare su un viale molto innevato, supplicando i genitori di prenderlo in braccio: la mamma e il padre lo esortano invece a continuare la corsa, e gli chiedono anche di sdraiarsi sulla neve. «Sono contrario. Bisogna dare ai piccoli un’infanzia felice», scrive uno dei blogger, che definisce «tremendi» i rei genitori. La stigmatizzazione è condivisa sul web da migliaia di irati cinesi.
He, padre del bimbo e capo imprenditore di Nankino (est della Cina), si sarebbe seriamente preoccupato della tempra del figlio, nato prematuro e in cattiva salute. Avrebbe optato per un metodo decisamente forte, per eliminare i possibili handicap. «Quando il piccolo aveva un anno – si è giustificato Xin, un
collega, per conto dell’intransigente manager – era stato portato a nuotare in acqua, alla temperatura di 21 gradi centigradi». E sulla corsa nella neve, «il bimbo era d’accordo».
L’indignazione degli internauti però rimane. Ed evoca un acceso dibattito sulle regole di una insegnante universitaria, Amy Chua, che ha diferso in un libro l’educazione «alla cinese», mediante coercizioni. Stando alla donna, i bimbi dovrebbero subire interdizioni e praticare l’elitarismo, superiori al «lassismo» occidentale.

Del Piero: bimba in coma ascolta il suo messaggio e si sveglia!

In Calabria si parla di miracolo, dove una bimba si è svegliata dal coma dopo aver sentito un messaggio da parte del suo campione preferito.

Non si tratta di una storiella creata per pubblicità, ma della vera vicenda che vede come protagonista la piccola Giada Scalisa, bimba di 12 anni e grande tifosa della Juventus e di Del Piero.
Giada era in coma dallo scorso 22 gennaio; i genitori, che avevano quasi perso le speranze, avevano chiesto alla bandiera della Juve di inviare un video messaggio da far ascoltare alla bambina.
 Del Piero, da sempre molto vicino alle problematiche dei suoi fans, ha così deciso di soddisfare la richiesta dei genitori di Giada.
La piccola, con grande forza, si è svegliata non appena ha sentito la voce di Del Piero, ed ora ha già iniziato le terapie di recupero.
Pubblicato il 9.2.12
http://www.notizie-sconvolgenti.com/

Il posto fisso per Monti è monotono. Ma la figlia del ministro Fornero ne ha due!

E così, mentre Monti distrugge letteralmente l’Italia con una delle sue mosse da grande esperto, divertendosi anche nel dire che “avere un posto fisso è monotonia”, ecco che vengono a galla delle vicende che rimangono ancor più indignati gli italiani!

Il ministro torinese del lavoro, infatti, oltre ad averne due di posti fissi, come per magia è anche nella stessa università di mamma e papà.
L’ingenua Silvia Deaglio, 37 anni, risulta, così per caso, essere ricercatrice in oncologia e professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino. Il secondo impiego, poi, è quello di responsabile della ricerca presso la HuGeF (Human Genetics Foundation), dove ci sarebbe ancora lo zampino della mamma, visto che la fondazione è stata creata dalla Compagnia di San Paolo, di cui la Fornero era vicepresidente.
Sarà che la città di Torino è piccola, poi, la simpatica Silvia ha sposato anche un alto dirigente di banca, Giovanni Ronca, già responsabile dell’area Nord–ovest di Unicredit.
Per diradare nebbie e dubbi, però, bisogna scorrere tutto il curriculum della Deaglio senza fermarsi all’intestazione. Si scopre, allora, che Silvia il suo successo lo merita tutto quanto, perché è una calamita di fondi pubblici e privati, un prodigio della natura nel finanziare la ricerca; soprattutto la propria. In un Paese che investe in questo campo meno dell’1% del Pil, Silvia Deaglio è riuscita a ottenere dai ministeri della Salute e della Ricerca quasi un milione di euro in due anni (500mila nel 2008, 373.400 e 69mila nel 2009).
Cosa dire, non c’è da aggiungere altro per sentirsi ancora una volta presi in giro da un governo che non si fa mancare niente, ma che mette ogni giorno sempre di più alle strette il suo popolo.
Pubblicato il 8.2.12
http://www.notizie-sconvolgenti.com/

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