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Archive for ottobre, 2012

Ecco i complimenti che le donne desiderano ricevere e cosa non si deve dire.

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 – 10 OTTOBRE 2012

INGHILTERRA: Il miglior complimento che si può far ad una donna riguarda la perdita di peso, almeno questo secondo una recente ricerca commissionata dalla Dental Care Plus Implant Centres
Intervistando 2000 soggetti,sia uomini che donne, è risultato che quest’ultime amano quando i loro partner dicono che sono più magre di quanto in realtà siano.

Sebbene il 43% è ossessionate dal loro peso, 4 donne su 10 amano i complimenti sul sorriso;altri riguardano quelli riferiti al profumo, ai capelli o agli occhi.
Gli uomini devono invece evitare di dire che sono ingrassate,che sembrano stanche o lunatiche.
Un’altra considerazione da  evitare, sempre secondo questo studio, è che vi è una grande somiglianza con la madre o il padre e paradossalmente che hanno un bell’aspetto, perchè può essere recepita come una battuta per dire che sono in sovrappeso.

Un altro dato significativo di questa ricerca  è che il gentil sesso preferisce ricevere un complimento dai propri partner piuttosto che da altri uomini
Uno dei portavoci della Dental Care afferma che gli uomini solitamente fanno un complimento al giorno ed è facile intuirne il motivo ” Gli uomini hanno probabilmente il terrore di sbagliare ma devono pensare solamente al modo corretto di porre il complimento”.

 

Ecco la classifica completa  dei complimenti più graditi:
  1)  Hai perso del peso
   2) Hai un bel sorriso
   3) Hai un buon profumo
   4) Hai dei bei capelli
   5) Quel vestito ti dona molto
   6)  Quel colore ti dona sul serio
   7) Mi piace molto come ti vesti
   8) Hai degli occhi stupendi
   9) Sei in forma
 10) Sei magnifica

 
 
Questa invece la lista delle frasi da non dire ad una donna
 
    1)  Sembri stanca
   2) Sembri lunatica
   3) Hai un bell’aspetto
   4) Sei ingrassata
   5) Assomigli a tuo/a/padre/madre
   6) Non sei male come pensavo
   7) Non sei stupida come sembri
   8) Oggi sembri meno stanca
   9) Sei molto formosa
  10) Sei un po’ pienotta

La casa da sogno di Balotelli e Raffaella Fico da 950 mila euro (FOTO)

 

Giovedì 11 Ottobre 2012 18:35

Casa di sogno di Raffaella Fico e Balotelli

L’ormai noto calciatore Mario Balotelli, dopo essersi riappacificato con la bellaRaffaella Fico, da cui aspetta un bambino, ha comprato casa a Brescia.

Come si può intuire dal titolo di quest’articolo, si tratta di una vera propria villa di lusso, con letto matrimoniale XXL di forma rotonda, doccia emozionale e angro per la cromoterapia e tutti i comfort per rendere la loro vita e quella del loro prossimo bambino un sogno ad occhi aperti.

La loro nuova dimora, situata nei pressi della zona stadio di Brescia, ha una superficie di 250 metri quadri, con 3 piscine, 2 esterne ed una interna; all’interno, inoltre, è presente anche una piccola zona spa, con vasca idromassaggio, bagno turco e tutto quello che serve per stimolare il benessere del corpo e della mente.

Anche se le foto della loro nuova dimora sono ancora molto ben nascoste sul web, eccovi di seguite le uniche due immagini che siamo riusciti a trovare e che già danno un’idea di quanto sia spettacolare questa nuova proprietà di Mario Balotelli.

 

http://www.golook.it

 

Casa di sogno di Raffaella Fico e Balotelli 2

Casa di sogno di Raffaella Fico e Balotelli 3

Gli ospedali cinesi introducono l’“estrattore automatico di sperma”

10 OTTOBRE 2012

Alcuni ospedali cinesi, tra cui quello di Zhengzhou, hanno da poco introdotto un insolito macchinario denominato “estrattore automatico si sperma”. La macchina è dotata di uno schermo, dove vengono visualizzati dei filmati (indoviniamo di che tipo…) di un “orifizio massaggiante” regolabile in altezza, per adattarsi al fisico dei vari soggetti, dove il paziente infila il suo pene in modo da “estrarre lo sperma”, disponendo inoltre di una serie di comandi per regolare tra l’altro ampiezza e frequenza della vibrazione, e temperatura del buco.

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La macchina, spiega un andrologo dell’ospedale, non serve tanto per le donazioni di seme, quanto piuttosto per i soggetti che soffrono di infertilità, ed hanno difficoltà a raccogliere campioni di sperma: spesso, specie gli uomini sposati, quando viene loro chiesto di portare un campione di seme per l’analisi, utilizzano il preservativo stesso come “contenitore”, che però può alterare i risultati a causa dei lubrificanti e degli agenti chimici che contengono.

http://notizie.delmondo.info

BIMBO PORTATO VIA DALLA POLIZIA. IL PAPÀ: “HO SALVATO MIO FIGLIO, È SERENO” -VIDEO CHOC

Padova, la protesta delle madri alla scuola elementare

Bimbo prelevato a forza dalla polizia a Padova (da “Chi l’ha visto?”)

 

 

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Giovedì 11 Ottobre 2012 – 18:18

PADOVA – Un filmato, che ha dei passaggi particolarmente drammatici, trasmesso da Chi l’ha visto? su Raitre mostra un ragazzino di 10 anni che alcuni agenti della polizia hanno prelevato mercoledì mattina davanti a una scuola nel padovano in esecuzione di una ordinanza della sezione Minori della Corte d’Appello di Venezia che hanno deciso che la patria potestà del minore deve andare solo al papà. 
Il video, della durata di circa un minuto e mezzo, mostra una donna che corre verso un gruppo di persone e comincia ad urlare, poi il ragazzino sollevato a forza e portato per alcuni metri verso un’auto dove poi viene caricato. Per tutto il tragitto, il piccolo tenta di divincolarsi dalla stretta di un uomo che lo tiene per le spalle e di un altro che gli stringe le caviglie. 
Infine si sente una voce di donna, presumibilmente l’autrice del video che il bimbo chiama ‘zia’, che rivolge domande ad un’altra donna, che le risponde di essere un ispettore e di non poterle dare spiegazioni.

PARLA IL PAPÀ: “HO SALVATO MIO FIGLIO, È SERENO” Il padre dice anche di essere riuscito ad abbracciare il figlio dopo che per tanti anni «ciò è stato impedito a me e ai miei familiari, non solo dalla madre ma anche dai suoi parenti». Il padre ha spiegato che suo figlio è «inserito provvisoriamente in una comunità adatta al suo recupero, prima di essere affidato a me». Ha sottolineato poi che la corte d’appello di Venezia «ha emesso un provvedimento grave che ha portato alla decisione di far decadere la patria potestà della madre e il motivo di ciò è consistito nell’aver attuato un ostruzionismo strenuo che ha impedito la frequentazione tra me e io mio figlio. Per cui, di fatto, – ha osservato – il bambino non l’ho più visto. Anche perché il comportamento della madre e dei suoi familiari ha cagionato al bambino una psicopatologia secondo la quale mio figlio è esposto ad un rischio altissimo di patire dei disturbi mentali nel corso dell’evoluzione». Il padre, evidentemente provato, ha raccontato che prima di arrivare a questa «sofferta decisione» ci sono stati altri quattro provvedimenti giudiziari e le decisioni prese sono state «ponderate e approfondite ed avanzate tutte le possibilità per convincere la madre del piccolo a cambiare atteggiamento, di seguire dei percorsi meno incisivi di quello finale ma sono andati sempre falliti». «Il bambino – ha ribadito – necessità di un sostegni di psicoterapeuti qualificati e finora non è stato possibile». Il padre ha evidenziato che suo figlio ha un «condizionamento che lo porta ad avere comportamenti che non sono autentici. Non bisogna fermarsi al dato formale e apparente del bambino che fa resistenza, come si è visto ieri a scuola, perchè il bambino quando si comporta così è vittima del condizionamento». «Ho salvato mio figlio. – ha ripetuto – e inevitabilmente i momenti difficili sono stati tantissimi. Io per primo avverto una pesantezza però ho la consapevolezza di fare il bene di mio figlio. Penso come padre di aver diritto a frequentarlo come mio figlio, ancor prima, ha diritto di frequentare me e quindi di avere un padre. Io e la mia famiglia – ha ricordato – siamo stati totalmente eliminati dalla vita di mio figlio per periodi lunghissimi. È una situazione drammatica che non auguro a nessun figlio e a nessun padre e per la corretta evoluzione di un bambino penso si debba mantenere dei rapporti significativi con entrambi i rami parentali. O bisogna lasciare crescere il figlio, sono solo orfano del padre, ma educato all’odio del padre?». Il legale ha concluso evidenziando che la situazione dei padri separati «è nota. Sono vittime di una giustizia incommensurabile ed è sicuramente una cosa che andrebbe radicalmente risolta. Sicuramente ci sono problemi di carattere legislativo, problemi anche di mentalità che si riscontrano talvolta nelle stesse istituzioni che operano. Ci deve essere un cambio di mentalità anche nella pubblica opinione. E io credo – ha affermato – che in questo momento i diritti dei bambini di crescere con i due genitori, e quindi anche con il padre, su un piano di parità con la madre, in questo momento non sono adeguatamente tutelati. Si parla di affidamento condiviso ma alla fine la collocazione figlio avviene prevalentemente presso la madre e ciò corrisponde all’affidamento esclusivo di una volta». Il padre, che ha dichiarato che dopo il periodo in comunità non eviterà alla madre di vedere suo figlio ricordando infine che «se i genitori si comportassero bene non si sarebbe alcun bisogno della legge».

LA MADRE: “PORTATO VIA IN MODO INCIVILE” «È incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo»: a dirlo, tra le lacrime, la madre del bambino di 10 anni portato via da alcuni agenti in borghese da una scuola elementare di Cittadella (Padova) ieri mattina su ordine della corte d’appello della sezione minori di Venezia. 
La madre del bambino, assieme ai nonni del piccolo ed una mezza dozzina di mamme, ha messo in atto stamane una protesta con dei cartelli davanti alla scuola. Sui cartelli scritte come «I bambini non sono né bestie né criminali, liberate Leonardo» ed ancora «i bambini vanno ascoltati». Angosciati per la vicenda i nonni del bambino. «Da sei anni mia figlia vive un incubo e noi con lei – spiega Alfonso G., 62 anni – mia figlia ha ricevuto 23 querele dal suo ex marito, tutte archiviate. Il bambino vive con lei e non vuole vedere il padre che è percepito dal piccolo come troppo autoritario. Quello che è successo ieri è incredibile».
Il bambino era visto dal padre, secondo gli accordi successivi alla separazione avvenuta otto anni fa, una volta alla settimana in colloqui protetti e trascorreva con lui due fine settimana al mese. Il padre, però, ha ottenuto recentemente dal tribunale dei minorenni una ordinanza che stabilisce la necessità dell’allontanamento dalla casa materna del bimbo, che attualmente si trova in una casa famiglia a Padova, in carico ai servizi sociali. 
Secondo quanto stabilito dal giudice della corte d’appello della sezione minori di Venezia, va recuperato il rapporto con il padre e per questo gli agenti ieri, assieme al consulente tecnico del pubblico ministero ed ai tecnici dei servizi sociali, hanno prelevato il bambino da scuola. Nel mese di agosto e settembre altri due tentativi di portare via il piccolo dalla casa materna erano falliti per l’opposizione del bimbo, che per non essere portato via dalla madre, si era nascosto sotto al letto. Di qui la decisione di intervenire a scuola. 
«Anch’io sono rimasta sconvolta e turbata da quanto ho visto ieri – spiega la dirigente scolastica Marina Zanon -. Abbiamo fatto uscire dalla classe i compagni dell’alunno destinatario del provvedimento del giudice e solo dopo sono entrati gli assistenti sociali e i poliziotti. Tutto all’interno della scuola si è svolto senza urla e senza che gli altri compagni di scuola vedessero, in quanto sono rimasti dentro le aule fino a quando il bimbo è stato portato in auto. Ho visto le immagini di Chi l’ha visto?, fornite alla trasmissione dalla zia del piccolo, e mi hanno fatto piangere, perché penso alla situazione drammatica in cui si trova il piccolo».

SCHIFANI: “IL CAPO DELLA POLIZIA CHIARISCA” Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al Capo della Polizia Manganelli sull’ episodio di Padova. «Le immagini proiettate ieri sera a ‘Chi l’ha vistò hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. Comportamenti come quello al quale abbiamo assistito meritano chiarimenti ed eventuali provvedimenti». Questo il comunicato del Senato: Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto urgenti e tempestivi chiarimenti al Capo della Polizia Antonio Manganelli sul gravissimo episodio che ha visto, a Padova, trascinare con forza un bambino di 10 anni da personale della Polizia di Stato fuori dalla scuola per essere condotto in una casa-famiglia. Questo in esecuzione di un provvedimento della Magistratura. «Le immagini proiettate ieri sera dalla trasmissione ‘Chi l’ha vistò hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati – precisa il Presidente del Senato – e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l’accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti».

CAPO POLIZIA: “AVVIATA UN’INCHIESTA INTERNA” Il Capo della Polizia Manganelli ha immediatamente disposto un’inchiesta interna sulla vicenda del bambino prelevato ieri da scuola in provincia di Padova. Il filmato integrale della Polizia è stato trasmesso all’Autorità Giudiziaria per l’attività di competenza della stessa. 

L’ORDINANZA. L’opera degli agenti, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione minori della Corte d’Appello di Venezia, è stato reso difficile dall’opposizione di alcuni familiari della madre del ragazzino che hanno cercato di impedire al padre, che era presente, di portare il figlio alla comunità indicata dall’autorità giudiziaria. 
L’intervento degli agenti è stato eseguito presso la scuola – come è stato precisato in serata – in quanto i tentativi fatti in passato presso la casa materna e dei nonni non avevano avuto l’esito sperato perché il bambino si nascondeva alla vista degli assistenti sociali e del personale sanitario di volta in volta intervenuto. 
La polizia in considerazione del fatto che la Corte d’Appello ha recentemente rigettato un ricorso finalizzato alla sospensione del provvedimento di affidamento al padre presentato dalla madre, anche su indicazione di un consulente della stessa Corte d’Appello, aveva quindi individuato il plesso scolastico quale un luogo idoneo all’esecuzione del provvedimento.

 

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ORRORE IN MESSICO, RAGAZZO DELLE PIZZE CONSEGNA IN RITARDO: IN DUE LO UCCIDONO

 

 

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Giovedì 11 Ottobre 2012 – 14:31

CITTÁ DEL MESSICO- Ha consegnato una pizza in ritardo, e per questo è stato ucciso a pugnalate e colpi di bastone. L’incredibile storia è avvenuta a Tetla, nello stato di Tlaxcala (centro del Messico) dove lo scorso fine settimana i famigliari di Andres Diaz, un giovane di 25 anni che lavorava per una pizzeria locale, hanno denunciato la sua scomparsa alle autorità. 
Tre giorni dopo, il suo cadavere è stato scoperto gettato al bordo di una strada, con gli occhi bendati e le mani e i piedi legati. L’autopsia ha rivelato che Diaz ‚ morto a causa di una ferita di arma tagliente al collo, e il suo corpo mostrava segni di molte altre percosse. L’inchiesta aperta dalla polizia locale ha rivelato che non si trattava di un ennesimo caso di sanguinosa rappresaglia nelle guerre fra bande di ‘narcos’ che sconvolgono il Messico: il giovane non era stato ucciso perchè‚ apparteneva a una banda rivale o si intendeva inviare un messaggio con la sua morte. 
Il motivo dell’omicidio è molto più futile: sabato scorso, due giovani che vivevano in un appartamento del quartiere La Canada hanno ordinato una pizza al ristorante nel quale lavorava Diaz, ma quando questi si è presentato per la consegna con un’ora di ritardo lo hanno accolto a colpi e pugni. Portato all’interno dell’appartamento, è stato picchiato per ore e, quando ha tentato la fuga, è stato ucciso con una pugnalata. La polizia ha arrestato i due giovani: Jos‚ Luis Lima, di 22 anni, e la sua compagna, non identificata perchè‚ è ancora minorenne.

 

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SCOPERTO ’55 CANCRI’, IL PIANETA COMPOSTO DA DIAMANTI

 

 

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Giovedì 11 Ottobre 2012 – 18:33

ROMA – È grande il doppio della Terra, è superveloce ed è composto da diamanti. La rivista scientifica Astrophysical Journal Letters ha pubblicato lo studio di un gruppo di ricercatori coordinato da Nikku Madhusudhan del Centro per l’astronomia e l’astrofisica dell’Università di Yale, che ha osservato un gigantesco pianeta a 40 anni luce dal nostro sistema solare, composto in gran parte da diamanti. «Questo è il primo assaggio di un mondo roccioso con una chimica fondamentalmente diversa da quella della Terra», ha commentato Madhusudhan. «La superficie di questo pianeta è probabilmente coperta di grafite e diamanti piuttosto che da acqua e granito». Il pianeta “55 Cancri e” ha un raggio doppio e una massa otto volte superiore rispetto alla Terra, dimensioni che lo rendono una «super-Terra». Si tratta di uno dei cinque pianeti in orbita intorno ad una stella simile al Sole, che si trova a 40 anni luce dalla Terra ed è visibile ad occhio nudo nella costellazione del Cancro. Il pianeta orbita attorno alla sua stella ad iper-velocità e il suo anno dura, infatti, appena 18 ore, a differenza dei 365 giorni terrestri. Un pianeta per niente abitabile, spiegano i ricercatori, con una temperatura di superficie elevatissima che sfiora i 2.500 C°. In base a stime precedenti, gli astronomi ritenevano che il pianeta contenesse una notevole quantità di acqua surriscaldata, “basandosi sul presupposto che la sua composizione chimica fosse simile a quella terrestre” spiega lo scienziato. Ma la nuova ricerca suggerisce che sul pianeta non c’è traccia di acqua e sembra essere composto principalmente da carbonio (come grafite e diamante), ferro, carburo di silicio e probabilmente alcuni silicati. Lo studio stima che almeno un terzo della massa del pianeta, circa tre volte la Terra, potrebbe essere composta da diamante. 

 

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ROTTWEILER AZZANNA UN BAMBINO E LO TRASCINA IN STRADA -VIDEO

Svezia, cane azzanna un bimbo di sei anni (Liveleak)

 

 

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Mercoledì 10 Ottobre 2012 – 19:35

GOTEBORG – Un rottweiler di grosse dimensioni azzanna un bambino di sei anni, in maniera così violenta che ci vogliono alcune persone per separare l’animale dal piccolo. La vicenda è avvenuta a Goteborg, in Svezia, da dove proviene il filmato agghiacciante postato su Liveleak. Il bimbo grida incessantemente, tra dolore e paura, finchè alcuni uomini arrivati in suo soccorso riescono a metterlo in salvo. Il piccolo ha riportato soltanto lievi ferite, mentre resta ancora un giallo di chi fosse il cane. Infatti una 20enne ha detto alle autorità svedesi che si trattava del suo cane, per poi ritrattare la versione, dicendo che l’animale apparteneva ad un suo amico. 

 

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IL SESSO CON ANIMALI SPOPOLA AL NORD. AIDAA: “TANTI CASI IN LOMBARDIA E TICINO”

 

 

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Mercoledì 10 Ottobre 2012 – 16:01

BELLINZONA – Una richiesta insolita a una prostituta del bellinzonese, distretto del Canton Ticino, ha attirato l’attenzione dell’AIDAA, Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, su un fenomeno che stando agli ultimi episodi registrati si sta diffondendo sempre più anche nel nord Italia: il sesso con gli animali.

Alla ragazza era stato chiesto telefonicamente da un cliente di procurarsi un cane e portarlo all’incontro stabilito in una camera d’albergo. Secondo la richiesta, la prostituta avrebbe dovuto effettuare una fellatio all’animale mentre il cliente si sarebbe accontentato di guardare. 

Quello del bellinzonese non è l’unico episodio di zoofilia del Ticino. Qui sarebbero una ventina le coppie e i singoli proprietari di cani che si dedicherebbero all’amore carnale nei confronti degli animali. In tutto le persone coinvolte sarebbero una quarantina. La zona maggiormente interessata sarebbe il Luganese. A segnalarlo, una “pentita”, che avrebbe contattato l’AIDAA spiegando che gli animali usati sarebbero stati cani e cavalli, e le zona d’azione quelle di Milano, Como, Sondrio, Novara, Varese e, come detto, il Canton Ticino, nello specifico il Luganese. 

Lorenzo Croce, presidente di AIDAA, sul sito dell’associazione scrive che “ci sono alcuni capi gruppo che mettono a disposizione le loro case di campagna situate nelle provincie del nord della Lombardia in particolare tra Como, Lecco e Sondrio e nella zona di Lugano nel Canton Ticino per organizzare incontri di sesso con animali ed orge questo gruppo che appare abbastanza chiuso è però sempre alla ricerca di proprietari di cani da inserire o per affittare i medesimi animali e i cavalli per le loro porcherie”. 

 

http://www.leggo.it/

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