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Archive for settembre 5, 2013

Compro oro: attenzione alle fregature. Inchiesta in cinque città

A Torino per lo stesso tipo di bracciale un negozio ha offerto 250 euro, un altro 360 euro con una differenza di ben 110 euro. In realtà avrebbero dovuto pagare tra i 330 e i 340 euro (calcoli basati sul prezzo dell’oro fissato in Borsa). Invece, circa un quarto dei negozi visitati ha offerto meno di 300 euro (a Milano addirittura la metà dei negozi). È uno dei principali dati che emerge dall’inchiesta di Altroconsumo.

Con lo stesso tipo di bracciale d’oro da 18 carati Altrocosumo è andato in 50 negozi “Compro oro” di cinque città (Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli) per verificare le condizioni e la convenienza della vendita del bene. Per quanto riguarda trasparenza e informazioni, la situazione è pessima: solo otto negozi di Torino, uno di Roma e uno di Napoli espongono il cartello con i prezzi di acquisto. La pesatura poi non sempre viene fatta sotto gli occhi del cliente, né viene riferito il prezzo al grammo.

Insomma, se non fai domande, la comunicazione del negoziante rischia di limitarsi alla sola dichiarazione del prezzo. Se riguardo alla pesatura del bracciale le differenze sono state minime, la stessa cosa non si può dire dei prezzi. Il consiglio fondamentale è quello di girare più negozi prima di concludere l’affare.

Ecco alcuni consigli per evitare brutte sorprese nei negozi Compro oro:

•Verifica il peso. Prima di andare in negozio, misura (al grammo) il peso dell’oggetto che vuoi vendere. Eviterai raggiri legati all’uso di bilance truccate.

•Controlla la quotazione. Verifica che il prezzo dell’oro che ti è stato comunicato sia quello reale della giornata, controllando le quotazioni che trovi su giornali o internet

•Confronta le offerte. Non fermarti al primo, ma verifica le offerte girando per più negozi.

•Fatti pagare in modo trasparente. La normativa antiriciclaggio prevede che, per i pagamenti di importo superiore a mille euro, non si usino contanti, ma assegno o bonifico. In caso di controlli, saresti punito con una multa salata

•Chiedi la ricevuta

 

 

 

 

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L’AMORE SU FACEBOOK, ECCO QUELLO CHE SUCCEDE SUL WEB QUANDO CI SI DICE ADDIO

ROMA – Conservatori, collezionisti o intenzionati a disfarsi di tutto subito.
Quando finisce un amore gli atteggiamenti sui social network possono essere diversi: c’è chi proprio non riesce ad eliminare foto, ricordi e contatti in comune con la persona amata, chi «sfoggia» appartenente senza problemi sul proprio profilo intere collezioni di ex fidanzate o fidanzati e, all’estremo opposto, gli integralisti del «se mi lasci ti cancello» (per citare un famoso film) pronti a rimuovere con precisione chirurgica ogni traccia di precedenti relazioni. Soprattutto se siete tra coloro che pensano istintivamente alla «rimozione» completa e immediata della vostra ultima fiamma dal profilo Facebook, però, è bene che sappiate che questa non è l’unica strada per non soffrire.
A dirlo è una ricerca di un team di psicologi della University of California, che ha fornito alcuni consigli utili per «depurare» i social network dei ricordi senza stare male.
Definirsi «single» aiuta qualunque sia l’atteggiamento scelto il consiglio è quello di cambiare il prima possibile lo status di relazione in «single». Questo aiuterà ad avere un punto fermo da cui ripartire. In più, almeno per un pò, è meglio non avere alcuna interazione con l’ex partner, anche se si è deciso di non rimuoverlo dalle amicizie.
Gli autori dello studio propongono di fare un «vaso di Pandora» virtuale, nel quale inserire tutte le foto, le email e i ricordi relativi alla persona di cui si era innamorati. Lo si può tenere in un angolino nascosto del pc, in modo che non capiti di rivederlo spesso, oppure farlo tenere ad un amico fidato, dandogli eventualmente il permesso di cancellare tutto in futuro.

 

 

 

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SESSO, BOOM DI INTERVENTI PER ALLUNGARE LE MISURE: “FINO A 4 CM CON IL LASER” FOTO

 

 

ROMA – Il sogno di molti uomini, aumentare le dimensoni del pene, addirittura di quattro centimetri.

Una scelta che sempre più italiani intraprendono perchè scontenti del proprio organo sessuale: «Si calcola che nel 2011 si siano sottoposti a questa chirurgia dai 2.000 ai 3.000 uomini nel nostro Paese, mentre negli Stati Uniti siamo a più di 7.000 interventi l’anno.

ITALIA E USA Data la differenza di popolazione tra i due Paesi, è evidente come in Italia la questione delle dimensioni sia molto ‘sentità. Solo nel nostro Centro di medicina sessuale di Milano eseguiamo più di 250 procedure per anno». A parlarne, in occasione del XXXIV Congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica (Sime) che si apre oggi a Roma, sono Elena Fasola, microchirurgo e medico estetico, e Alessandro Littara, andrologo e chirurgo del Centro di medicina sessuale di Milano. «Nel 2006 – ricorda Littara – il Centro ha proposto la ‘designer laser falloplasticà, un bouquet di procedure chirurgiche che consente anche di personalizzare la tecnica a seconda delle caratteristiche del paziente.

BOOM DI RICHIESTE Da allora, è stato eseguito oltre un migliaio di queste procedure e, in particolare, negli anni 2010, 2011 e 2012 sono stati operati nel nostro Centro più di 700 uomini, dei quali il 60% sottoposto a procedura combinata di allungamento e ingrossamento del pene (laser falloplastica + lipopenoscultura), il 30% circa all’ingrossamento e il rimanente 10% al solo allungamento. È opinione comune, confermata anche da numerose interviste al pubblico femminile, che in generale conti più la larghezza della lunghezza, perchè in grado di procurare più piacere alla partner e un impatto visivo più soddisfacente», assicura. «L’età media di chi si opera – fa sapere il chirurgo – è di 32 anni, con l’80% tra i 25 e 40 anni, e con un considerevole numero dopo i 50. Anzi il trend in maggiore aumento è senz’altro quello degli ‘over 50′. Nel 60% dei casi si tratta di pazienti che vivono un disagio, mentre nel restante 40% il motivo è puramente estetico».

I GIOVANI «Nei giovani prevale la motivazione estetica, mentre il 70% degli over 30 dichiara di vivere un disagio legato alle dimensioni. Curioso notare come almeno la metà degli operati sia sposato o abbia una relazione stabile da oltre 2 anni. Le partner generalmente disapprovano la scelta, ritenendo che questa ‘iniezione di fiducià nel proprio partner lo porti a ricercare conferme anche fuori dalla coppia stessa. Il costo di questi interventi è molto vario perchè dipende dalle tecniche da utilizzare, e oscilla tra i 2.000 e i 7.000 euro». «Purtroppo molti chirurghi, per lo più plastico-estetici – avverte – talvolta senza la necessaria preparazione, si sono lanciati in questo tipo di chirurgia, determinando pessimi risultati sia estetici ma anche funzionali, e costringendo a reinterventi. I chirurghi che attualmente in Italia hanno una reale esperienza di questa tecnica, che non si impara nelle scuole di specializzazione, sono solo 3 o 4, anche se su internet sarà possibile trovarne a centinaia.

IL MEDICO Quindi la raccomandazione è valutare bene il curriculum del chirurgo, chiedere dettagliatamente la descrizione dell’intervento, i materiali utilizzati e, dopo adeguata visita, i possibili risultati e complicazioni, a breve e medio-lungo termine». «Da vari anni – dice Emanuele Bartoletti, presidente del congresso Sime – nei convegni di medicina estetica si tratta del ringiovanimento dei genitali. Si è iniziato con le donne e oggi l’attenzione si sta focalizzando sull’uomo. La richiesta aumenta e di conseguenza anche l’offerta. Il nostro interesse è la sicurezza del paziente, quindi l’accento è stato posto sulla presentazione di metodiche valide e condivise con le società scientifiche di riferimento».

 

 

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Mantova, il sex toy si incastra nel retto: 50enne finisce in ospedale

 

MANTOVA – Una vicenda curiosa ha visto protagonista un uomo distinto sulla cinquantina vittima di un gioco erotico. Giunto all’ospedale Poma di Mantova in tarda serata, lontano da occhi indiscreti, si è presentato con un sex toy, di notevoli dimensioni, incastrato nel retto e a rischio perforazione dell’intestino.

RISCHIO PERITONITE L’oggetto era risalito fino a sfiorare l’intestino, con il pericolo di causare una peritonite. I medici hanno dovuto consultare degli specialisti ed effettuare una complicata manovra per l’estrazione, utilizzando delle pinze speciali. Tenuto in osservazione nella notte, l’uomo è stato dimesso.

 

 

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Siria, ribelli siriani fucilano 7 soldati: il video choc pubblicato dal Nyt

 

 

ROMA – Foto shock in apertura del New York Times in edicola oggi: un’immagine su cinque colonne mostra un gruppo di ribelli siriani con i fucili puntati su sette militari lealisti a torso nudo inginocchiati un attimo prima della loro esecuzione a freddo. E’ un fermo immagine di un video agghiacciante pubblicato sul sito del quotidiano Usa e che vi riproponiamo qua sotto. Il filmato potrebbe urtare la vostra sensibilità.

Giovedì 05 Settembre 2013 – 15:44
Ultimo aggiornamento: 15:47

 

 

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ADESCAVA MINORI IN RETE E LI COSTRINGEVA A SPOGLIARSI IN WEBCAM, ARRESTATO 40ENNE

 

 

Giovedì 5 Settembre 2013L’AQUILA – Ancora un caso di violenza sui minori. Adescava minorenni online e, dopo avere guadagnato la loro fiducia, gli chiedeva di mostrarsi nudi in webcam registrando foto e video. Accusato di diversi reati in materia di pedopornografia online, un 40enne di Avezzano (L’Aquila) senza un lavoro stabile è stato arrestato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Abruzzo.

Gli adescamenti avvenivano con falsi account su sistemi di messaggistica istantanea, facendosi passare a volte per un ragazzo, altre volte per una ragazza, secondo il sesso dell’interlocutore. I reati contestati all’uomo vanno dalla divulgazione e condivisione su Internet di file contenenti materiale pedopornografico, realizzato mediante lo sfruttamento di minori, alla detenzione di ingente quantitativo di materiale della stessa natura e all’adescamento online di minori attraverso la creazione di apposite ‘identità digitalì. L’uomo utilizzava la cosiddetta tecnica del ‘grooming’, ovvero instaurava con le vittime un rapporto di amicizia e di confidenza. Il 40enne aveva realizzato una raccolta di oltre 82mila files, tra immagini e video pedopornografici, tutti custoditi in hard disk criptati e protetti da password, alcuni dei quali diffusi in rete. Era solito anche redigere delle note di testo con l’elenco dei minori contattati e da contattare.

Le indagini nei confronti dell’uomo, già denunciato nel 2003 per fatti analoghi dalla Polpost di Udine, hanno preso il via alla fine del 2011. La perquisizione eseguita dalla Polizia Postale dell’Aquila nell’abitazione del 40enne ha fornito importanti elementi di riscontro alle ipotesi accusatorie, tuttora al vaglio degli inquirenti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è state emessa dal gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, su richiesta del sostituto procuratore Roberta D’Avolio.

 

 

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NAPOLI, RAPINATORI INSEGUITI E UCCISI: LE DRAMMATICHE IMMAGINI DELLO SCONTRO

 

 

Giovedì 5 Settembre 2013 

di Leandro Del Gaudio

NAPOLI – C’è di tutto in quei pochi secondi: ci sono quattro vite che si attraggono, collidono e rovinano in modo irreversibile: quelle di una coppia di fidanzati che insegue due giovani rapinatori, che verranno travolti e uccisi come in un flipper impazzito.

GUARDA IL VIDEO

Tutto nella curva della morte, tutto al fotofinish: la rabbia di chi ha subìto una rapina, l’incoscienza di chi preferisce inseguire invece che chiamare le forze dell’ordine da un lato; ma anche la fuga di due giovanissimi presunti malviventi che vengono speronati e uccisi dall’uomo che aveva subito l’umiliazione di una rapina davanti alla propria donna in un momento di intimità, costretto a cedere così soldi e cellulare di fronte a una pistola puntata al viso.

Tutto in pochi secondi, tutto in quella curva, con luci che abbagliano, finestrini che esplodono, pali e ringhiere che saltano come in un assurdo videogioco.
Dieci agosto, dunque, siamo a Posillipo: nude e crude, le immagini della morte di Emanuele Scarallo e di Alessandro Riccio, travolti lo scorso dieci agosto mentre scappavano in sella a uno scooter dopo la probabile partecipazione a una rapina in strada. Immagini da brividi, chiare e complesse al tempo stesso: alla guida della Smart che travolge i due rapinatori, c’è il trentenne Leonardo Mirti, che sembra aver ingaggiato un lungo inseguimento dalla rotonda del Virgiliano fino all’altezza di Palazzo Donn’Anna, che diventa il protagonista assoluto della scena. Un caso giudiziario che oggi si affida a una perizia sui freni e sul contachilometri, ma soprattutto su quelle scene ricavate al termine del lavoro di carabinieri e polizia municipale.

Basta scorrere quel video per porsi una domanda: l’autista ha speronato volutamente lo scooter di Scarallo e Riccio? L’ha fatto solo per dare una lezione ai due banditi o l’ha fatto per uccidere? È sbandato, ha perso il controllo dell’auto o ha deciso di mettere a repentaglio la vita sua e della compagna per colpire quei due che scappavano beffardi? Si è fiondato con la sua Smart contro quello scooter, accettando di sbattere contro altri ostacoli per vendicare lo sgarbo subìto pochi minuti prima o cosa? È questione di valutazioni, come emerge anche da un’inchiesta ancora formalmente aperta.

Al momento c’è un provvedimento di arresti domiciliari emesso lo scorso agosto dal gip Umberto Lucarelli a carico di Mirti: per il gip vale l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, di un’azione cioé sfuggita di mano, che va oltre le intenzioni di chi ha agito; in questo senso, Mirti avrebbe provato a far cadere i due centauri, finendo poi per travolgerli e ucciderli. Una lettura – quella del gip – diversa dall’interpretazione della Procura, che aveva invece chiesto gli arresti per omicidio volontario, come un atto voluto nel corso del lungo inseguimento culminato nella curva della morte. Poi c’è la lettura di parte.

Difeso dai penalisti Claudio La Rosa e Giuseppe Bartolo Senatore, Mirti punta a dimostrare ben altra tesi, vale a dire quella dell’omicidio colposo: non voleva uccidere, né ha tentato di speronare i due centauri, ma li avrebbe tamponati in una fase di paura e concitazione, per poi perdere completamente il controllo del mezzo, uccidendo due giovanissimi ma rischiando anche di subire gravi ferite dopo lo scontro. Tre letture diverse, contrastanti l’una rispetto all’altra, su quei pochi secondi che hanno rimescolato vita e morte, intenzione e fatalità, paura e imperizia, follia e arroganza degli attori di un flipper impazzito.

 

 

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CRISTINA CHIABOTTO E LA SORELLA SERENA, SEXY SIRENETTE AL MARE IN LIGURIA -FOTO

 

 

 
Giovedì 5 Settembre 2013SANTA MARGHERITA LIGURE – Non passano mia inosservate le sorelle Chiabotto. Cristina e Serena hanno già ammaliato i paparazzi durante la loro permanenza a Formentera ed ora non rinunciano a catturare la loro attenzione anche durante la loro vacanza a Santa Margherita Ligure. Dopo il bagno in piscina le due sorelle abbandonano i bikini balneari per rivestirsi e mangiare qualcosa in un ristorante.

 

 

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AMSTERDAM, LE SEXY BALLERINE IN VETRINA CONTRO IL TRAFFICO DI PROSTITUTE -VIDEO

 

 

Giovedì 5 Settembre 2013AMSTERDAM – Amsterdam, quartiere a luci rosse, ragazze in vetrina. Sembra una scena di normale squallore turistico, e invece c’è qualcosa in più.

Le ragazze, sei in tutto, iniziano a ballare in maniera brillante e coordinata. La gente si raduna: sono tutti uomini entusiasti e sorridenti fino al momento in cui il ballo si interrompe e appare un messaggio: “Stop the traffik”, fermate il traffico di donne, seguito da altri messaggi proiettati sull’edificio in cui si spiega che ogni anno decine di donne vengono attirate con la scusa di entrare nel mondo dello spettacolo, facendo le ballerine, e invece si ritrovano a fare le prostitute nei bordelli.

I volti degli uomini non sono più esaltati ed entusiasti. Si leggono tensione e disappunto. Lo show è servito a riflettere.

 

 

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HOSTESS HOT PER L’AVIANOVA AIRLINES, POLEMICHE PER LO SPOT BOLLENTE -VIDEO

Giovedì 5 Settembre 2013MOSCA – Hostess in bikini che puliscono un aereo appena atterrato. Sono queste le immagini che dominano nel nuovo spot della Avianova Airlines, nota compagnia di volo russa.
Le immagini delle sexy hostess in stile “plane wash” non sono però piaciute e hanno alzato un polverone di polemiche internazionali.

Il Daily Telegraph ha parlato addirittura di pubblicità pericolosa: «Annunci come questo mettono le assistenti di volo a rischio, questo tipo di pubblicità provocatoria utilizzando come immagine il personale di bordo non è tollerabile in Australia», scrive il giornale d’oltreoceano, «e non dovrebbe essere tollerata in nessun altro paese».
Il rischio di cui parla il Telegraph è quello di veicolare un messaggio sbagliato all’utente che lo spingerebbe a pensare il personale qualificato delle compagnie aeree come “donne oggetto”.

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