Shangai

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Milano – Respirare l’aria inquinata delle metropoli o delle strade trafficate fa male alla salute, ma ora si conosce un effetto in più: vivere in queste aree aumenta il rischio di ictus e di perdita di memoria, secondo due studi pubblicati sugli ”Archives of Internal Medicine”. «Ai livelli considerati generalmente sicuri dall’agenzia di protezione ambientale negli Usa – spiega Gregory Wellenius, coordinatore di uno dei due studi – abbiamo riscontrato importanti effetti sulla salute».

I ricercatori hanno analizzato i dati di 1700 pazienti ricoverati al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston per ictus tra il 1999 e 2008 e poi quelli delle centraline dell’aria, scoprendo che il rischio di avere un ictus era del 34% più alto nei giorni in cui la qualità dell’aria era classificata `moderata´ rispetto a quelli con aria buona. Questo maggior rischio cresceva nelle 12-14 ore successive all’esposizione all’inquinamento, ed era collegata al biossido di azoto, un inquinante legato al traffico.

Secondo Wellenius, i vasi sanguigni si dilatano e restringono in base all’ambiente esterno per mantenere la pressione sanguigna costante. L’inquinamento dell’aria influisce anche sulla capacità di regolare la pressione sanguigna, che a sua volta può innescare un ictus nelle persone che sono già a rischio. Lo stesso effetto potrebbe spiegare perché, in un periodo di tempo più lungo, essere esposti ad aria inquinata è associato ad un calo delle capacità mnemoniche e di pensiero, visto che «il flusso di sangue al cervello è molto importante anche per le funzioni cognitive».

IL SECOLO XIX

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