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ROSSELLA BRESCIA E LA “LITE” CON BELEN: “TUTTA LA VITA A STUDIARE E POI PARLANO DI LEI”

Rossella Brescia

Rossella Brescia
 

Venerdì 22 Novembre 2013

ROMA – “Capisci? Tutta una vita a studiare accademia, senza una lira a Roma, e poi parlano di Belen. E’ questa la tristezza”, a parlare Rossella Brescia, ospite di “Reputation”. Rossella Brescia ultimamente è stata accostata a Belen per via di un suo ipotetico rifiuto di partecipare alle sue nozze per via dell’invito che recava la dicitura “A Luciano Cannito e signora”: “Non ho mai commentato questa cosa e lo faccio per la prima volta con voi, che me lo chiedete – riporta “Gossipblog” – Io ho sempre scherzato su Belen, sia nel mio programma in radio che a Colorado, perché è una ragazza bellissima. Mi ha semplicemente fatto sorridere la partecipazione. In un certo senso è stato Stefano De Martino a invitarmi, visto che ci conosciamo da Amici e abbiamo lavorato insieme. Quindi altro che consorte! Al matrimonio non sarei andata comunque, perché ero impegnata a Padova a ritirare il Premio per Donne Eccellenti 2013″.
Belen aveva già preso il suo posto a “Colorado”: “Le auguro tutto il bene del mondo, assolutamente. Certo, non è che ti fa piacere che uno ti sostituisce. Però le ho mandato anche dei fiori per la prima di Colorado. Questo, Belen, non l’hai detto”.

http://foto.leggo.it/VIP/fotogallery/0-14949.shtml?idArticolo=368033#4      (FOTO)

 

 

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LA MAMMA A BALLARE IN DISCO, BABY SITTER VIENE PAGATA CON I SOLDI DELLA REGIONE

La mamma a ballare in disco, baby sitter viene pagata con i soldi della regione

Martedì 5 Novembre 2013

PERUGIA – Prima va a ballare, lascia i figli a casa con la baby sitter e quando torna, paga tutto con i voucher della Regione. 
Stiamo parlando del ‘family helper’, una sorta di sussidio che, la Regione Umbria, offre alle famiglie bisognose e alle madri sole, ma, come spesso accade, c’è sempre qualcuno che se ne approfitta. “Spero si tratti di casi isolati – commenta Carla Casciari, vicepresidente della giunta regionale dell’Umbria, con delega al Welfare – se necessario, intensificheremo l’azione di contrasto ad eventuali abusi”. Qualche tempo fa, il consiglio regionale umbro approvò un progetto chiamato ‘family helper’, per cercare di sostenere economicamente, le persone bisognose.
Negli uffici della Regione, sono arrivate centinaia di richieste, ma le famiglie sono state selezionate in base a criteri di reddito e di esigenze. “Se ci sono abusi, verranno sanzionati, ma la maggior parte degli utenti fa un uso corretto delle risorse”, conclude Carla Casciari.

 

 

 

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VIDEO: 10 cose da sapere sui peti.

peti

Oggi Mondo Curioso con la preziosa collaborazione di Top Ten Parade vi svelerà molte verità su un tema molto “caldo:quello dei peti !!!
Scopri perchè è fisiologico e neccessario per il nostro corpo emettere flatulenza e soprattuto potete smentire spudoratamente chi asterisce,sopratutto il gentil sesso, di non aver mai scoreggiato. Buona visione!!

 

 

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BY MONDOCURIOSO – 20 SETTEMBRE 2013


Linguine con frutti di mare

Tutto il sapore del mar Mediterraneo racchiuso in un primo piatto tipicamente italiano.

  • Linguine con frutti di mare

  • Tempi

    50 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Primi piatti

  • Regione Italiana

    Abruzzo

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 400 g di linguine
  • 500 g di cozze
  • 100 g di calamaretti
  • 500 g di vongole
  • 100 g di seppioline
  • 100 g di code di scampi
  • 30 g di concentrato di pomodoro
  • 5 cl di olio extravergine di oliva
  • un cucchiaio di prezzemolo tritato
  • uno spicchio d’aglio
  • peperoncino piccante q.b.
  • sale q.b.

PREPARAZIONE

30 minuti per la preparazione + 20 minuti per la cottura

Pulite i calamaretti e le seppioline staccando la pelle dalla sacca, separando i tentacoli dal corpo ed eliminando le interiora.

Rimuovete il beccuccio che si trova al centro dei tentacoli, privateli degli occhi con delicatezza, quindi tagliateli a strisce molto sottili.

Lavate con molta cura le vongole e le cozze passandole diverse volte sotto l’acqua corrente dopo averle raschiate con uno spazzolino, rimuovendo tutte le impurità.

Ponete una padella su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, l’aglio pelato, il peperoncino e il prezzemolo, tutti tritati. Quando l’aglio si sarà dorato, unite il concentrato di pomodoro diluito con un cucchiaio d’acqua tiepida.

Dopo aver lasciato cuocere per un paio di minuti, unite i calamaretti e le seppioline e, dopo altri 5 minuti, le code sgusciate degli scampi, le cozze e le vongole.

Regolate con poco sale e continuate la cottura coprendo con un coperchio fino a che le cozze e le vongole non si saranno aperte.

Nel frattempo cucinare la pasta in abbondante acqua bollente e salata e, una volta trascorso il tempo di cottura indicato sulla confezione, scolatela, conditela con la salsa precedentemente preparata, mescolate per bene e servite immediatamente.

STORIE NEL PIATTO

Pesci e molluschi fanno parte dell’alimentazione umana sin dai tempi dell’età della pietra: in base ad alcune scoperte archeologiche, infatti, è stato possibile stabilire che i primi rudimentali strumenti per catturare i pesci furono costruiti oltre diecimila anni fa.
Al tempo, probabilmente, le popolazioni che vivevano vicino al mare iniziarono a comprendere che i prodotti ittici potevano essere un’ottima fonte di sostentamento e iniziarono ad elaborare tecniche sempre più sofisticate per catturare non solo pesci, ma anche molluschi e crostacei.
In tutto il mar Mediterraneo il consumo di questi alimenti è rimasto molto diffuso nel tempo, tanto che sia i greci che i romani ne facevano largo consumo.
A Roma in particolare il pesce era considerato un alimento estremamente pregiato, tanto che non era raro che pesci di grande stazza ed ostriche facessero capolino nei banchetti più raffinati.

 

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Lasagne alla napoletana

 

 

 

 

 

Particolarmente ricche e saporite, si gustano per tradizione il martedì grasso.

Si preparano con diversi ingredienti grassi, gli stessi che dal mercoledì delle ceneri e per tutta la quaresima per tradizione non si dovrebbero più consumare.

  • Lasagne alla napoletana

  • Tempi

    1 ora e 40 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Primi piatti

  • Regione Italiana

    Campania

INGREDIENTI

per 8 persone

Per la pasta

  • 400 g di farina tipo 00
  • 150 g d’uova
  • 10 g di olio extravergine di oliva
  • sale q.b.

Per il ripieno

  • ragù di carne
  • salsiccia di maiale trifolata
  • ricotta
  • uovo sode
  • mozzarella
  • Parmigiano Reggiano grattugiato

PREPARAZIONE

1 ora per la preparazione + 40 minuti per la cottura

Passaggio 1

In un casseruolino fate soffriggre il lardo tritato con l’olio e le verdure tritate. Unite la carne macinata. Nel frattempo cucinate le uova sode.

Lasagne alla napoletana - passaggio 1

Passaggio 2

Far rosolare per alcuni minuti, bagnate con il vino, spolverate con la maggiorana e condite con sale e pepe.

Lasagne alla napoletana - passaggio 2

Passaggio 3

Quando il vino sarà evaporato incorporate poca farina e lasciate cuocere per alcuni minuti. Unite quindi il pomodoro e ultimate la cottura per circa 1 ora, allungando se fosse necessario con un poco di brodo.

Lasagne alla napoletana - passaggio 3

Passaggio 4

Durante la cottura delle salsa, confezionate la pasta fresca. Stendete la sfoglia molto sottile e tagliatela in rettangoli di 10/15 cm. Cucinate i rettangoli di sfoglia in abbondante acqua, bollente e salata. Una volta cotte, sgocciolatele e raffreddatele immergendole in acqua fredda.

Lasagne alla napoletana - passaggio 4

Passaggio 5

In una pirofila imburrata, adagiate la pasta a strati, condendo ogni strato con il ragout (ragù) di carne.

Lasagne alla napoletana - passaggio 5

Passaggio 6

Successivamente al ragù, distribuite uniformemente la salsiccia  a pezzetti trifolata, la ricotta a fiocchi, le uova sode a spicchi o a fette, la mozzarella a dadi.

Lasagne alla napoletana - passaggio 6

Passaggio 7

Ricoprire poi con la pasta e cospargere il tutto con il Parmigiano grattugiato. Infornate la pirofila a temperatura moderata (180°C) per circa 40 minuti. Una volta cotta, ben gratinata in superficie, lasciatela riposare prima di servire.

Lasagne alla napoletana - passaggio 7

CONSIGLI DELLO CHEF

Le uova devono essere immerse in acqua bollente e salata e lasciate cuocere per 9 minuti. In questo modo il tuorlo non diventa verde. Poi immediatamente raffreddate in acqua fredda corrente così potranno essere sgusciate facilmente.

La pasta una volta immersa in acqua bollente deve essere immediatamente mescolata, per evitare che le sfoglie aderiscano l’una all’altra.

E’ opportuno che le lasagne siano lasciate a riposare, dopo la cottura, perché la pasta possa bere l’umidità superflua: in questo modo il taglio della porzione sarà più regolare e uniforme.

STORIE NEL PIATTO

Il Carnevale è una celebrazione tipica dei paesi di tradizione cristiana e finisce il martedì precedente al mercoledì delle ceneri, che apre il periodo quaresimale.

La parola deriva dal latino carnem levare (eliminare la carne) e tradizionalmente indica i sontuosi pasti che si consumano prima del digiuno della Quaresima.

Per questo motivo, le ricette del periodo di Carnevale, dai dolci ai primi piatti come le lasagne alla napoletana, sono particolarmente ricchi e nutrienti.

 

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Pasta al sugo bianco di melanzane Una salsa originale a base di melanzane, basilico ed olio per un primo piatto leggero e semplice da preparare.

  • Pasta al sugo bianco di melanzane

  • Tempi

    30 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Primi piatti

  • Una salsa originale a base di melanzane, basilico ed olio per un primo piatto leggero e semplice da preparare

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 700 g di melanzane
  • un mazzo di basilico
  • 60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 340 g di pasta
  • sale e pepe q.b.
  • 6 cl di olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE

20 minuti per la preparazione + 10 minuti per la cottura

Lessate il basilico per qualche secondo in una pentola piena d’acqua bollente e salata.
Scolatelo con un mestolo forato e immergetelo immediatamente in una ciotola piena d’acqua ghiacciata in modo da fargli conservare un bel colore verde brillante.

Pulite le melanzane, pelatele e tagliatele in pezzi piuttosto grossolani, quindi immergetele in una pentola piena d’acqua bollente e salata e fate cuocere per una decina di minuti o comunque fino a quando non si saranno ammorbidite.

Scolate il basilico, asciugatelo con un foglio di carta da cucina, ponetelo in una ciotola con 50 ml d’olio e passatelo con il mixer fino ad ottenere una salsina omogenea.

Scolate le melanzane con un mestolo forato e passatele con il frullatore con un pizzico di sale e di pepe fino ad ottenere una salsa non troppo liquida.

Fate quindi cuocere la pasta in una pentola piena d’acqua bollente salata per il tempo di cottura indicato sulla confezione.

Nel frattempo versate la salsa di melanzane in una padella, aggiustatela di sale e di pepe, unitevi un po’ della salsa di basilico precedentemente preparata, mescolate e fatela scaldare a fuoco moderato.

Una volta che la pasta sarà cotta al dente, scolatela, versatela immediatamente nella padella con la salsa, fatela saltare e unitevi metà del Parmigiano Reggiano grattugiato e il rimanente olio.

Mescolate nuovamente la pasta, servitela nei piatti guarnita con un po’ di parmigiano e la rimanente salsa di basilico e servite immediatamente.

VIENI A GUSTARE IL PARMIGIANO REGGIANO

Food Tour - Cibi e vini di Parma Avete mai gustato il sapore inconfondibile di una forma di Parmigiano Reggiano appena aperta, o la fragranza di una scaglia accompagnata da Aceto Balsamico Tradizionale di Modena? Sono esperienze gastronomiche che solo nella culla del Parmigiano Reggiano sprigionano tutta la loro autenticità.
Academia Barilla vi porta a scoprire questi sapori con i suoi tour. Per saperne di più…

STORIE NEL PIATTO

La melanzana, frutto della pianta erbacea Solanum melongena, è una bacca commestibile solo se cotta. Contiene, infatti, una sostanza tossica chiamata solanina, la cui quantità è inversamente proporzionale al grado di maturazione del frutto e si riduce sensibilmente con la cottura o la salatura.
Nonostante nei secoli passati abbia avuto scarsa fortuna come ingrediente in cucina (era diffusa addirittura la credenza che il suo consumo fosse causa di pazzia), oggi questo ortaggio è parte importante della gastronomia italiana e mediterranea.
La melanzana è particolarmente adatta alla preparazione di piatti saporiti e sostanziosi, perché assorbe bene i grassi alimentari. Può essere anche grigliata o bollita, e condita con olio o pochi grassi, per ricette più leggere.

LO SAPEVATE CHE…

…la melanzana appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa di patate, pomodoro, peperone, ma anche del tabacco?
Durante la seconda guerra mondiale, quando il tabacco divenne introvabile per i contadini, le sigarette venivano confezionate artigianalmente utilizzando foglie di melanzana essicata.

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Ferragosto in festa Scopri come assaporare al meglio la festa dell’estate

Scopri con i consigli degli Chef di Academia Barilla come preparare una squisita cena di ferragosto da condividere in vacanza con gli amici più cari.

Il menu consigliato dagli Chef di Academia Barilla

PanzanellaPanzanella
Questo piatto, tipico della tradizione popolare toscana, dal sapore rustico, fresco e leggero è l’ideale da gustare nelle afose giornate estive.
Spaghetti aglio e olioSpaghetti aglio e olio
Con il loro sapore intenso, gli spaghetti con aglio olio e peperoncino sono uno dei primi piatti italiani più semplici e rapidi da preparare.
Marinature per barbecue
Scopri come gustare al meglio un allegro ritrovo fra amici grazie agli Chef e alla selezionata gamma di prodotti Academia Barilla. Aggiungi un pizzico di sapore in più alle tue cene estive.
Sorbetto al meloneSorbetto al melone
Una videoricetta in cui il nostro Chef illustra come preparare velocemente un dolce fresco e goloso, da gustare al termine del pranzo o come spuntino durante le calde giornate estive.

Scopri altre ricette da gustare a Ferragosto

PinzimonioPinzimonio
Croccanti verdure in vinaigrette, perfette per accompagnare un barbecue con amici.
Insalata di fusilli con verdure e calamariInsalata di fusilli con verdure e calamari
Questa insalata di pasta, fresca e leggera, è l’ideale per gustare i tipici sapori della gastronomia italiana nelle calde giornate estive.
Insalata di polpi e patateInsalata di polpi e patate
Un’insalata semplice e leggera in cui l’attenta scelta dei condimenti esalta il gusto del polpo e delle patate.
Coppe d'anguriaCoppe d’anguria
La freschezza dell’anguria unita a cioccolato e spezie dà vita ad una coppa golosa e ideale per l’estate.

Grigliata di Carne

Ecco svelati i segreti per una esclusiva grigliata!

  • Grigliata di Carne

  • Tempi

    8 ore e 30 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Secondi piatti

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 500 g di costine di maiale
  • 200 g di salsiccia di maiale fresca
  • 150 g di petto di tacchino
  • 1 galletto
  • 150 g di pancetta in una fetta unica
  • 1 peperone rosso
  • 1 cipolla
  • 300 g di costolette di agnello
  • 7 cl di olio extravergine di oliva
  • 5 cl di Aceto balsamico tradizionale di Modena affinato
  • succo di 1 limone
  • 3 spicchi d’aglio
  • 3 rametti di rosmarino

PREPARAZIONE

8 ore per la preparazione + 30 minuti per la cottura

Ponete le costolette di agnello a marinare per 8 ore  in una ciotola di ceramica o di vetro, facendo in modo che siano totalmente sommerse in una soluzione preparata con l’aceto balsamico di Modena, l’aglio e il rosmarino.

Aprite il galletto a metà dalla parte della schiena e conditelo con 40 gr di Olio Extra Vergine d’oliva, succo di limone, il rosmarino e l’aglio e lasciatelo marinare per 8 ore.

Allo stesso modo, dopo aver tagliato la polpa di tacchino, la salsiccia, la pancetta, i peperoni  privati dei semi e la cipolla a cubetti di circa 3 cm, adagiate il tutto in un recipiente con 30 gr d’olio extra vergine d’oliva e il rosmarino e lasciate riposare il tutto per 8 ore. Passato il tempo necessario, infilzate la carne e le verdure con spiedini di legno o metallo, alternando i diversi tipi di carne.

Le costine di maiale invece, insaporitele solo con l’aglio e il rosmarino.
Accendete il fuoco, ponetevi sopra la griglia e, quando sarà ben infuocata, adagiatevi la carne e lasciatela cuocere, rigirandola solo una volta, almeno fino a quando e non avrà preso integralmente colore, o qualche minuto in più a seconda dei gusti.

Ricordatevi di salare la carne solo a fine cottura.

STORIE NEL PIATTO

L’esposizione degli alimenti a diretto contatto con il fuoco è quasi sicuramente stato il primo metodo di cottura utilizzato dall’uomo. Ed è forse proprio per questo che, nel tempo, la cottura della carne a fuoco vivo è rimasta un rito dal sapore ancestrale che ancora oggi viene considerato quasi un atto virile.
Ma se ai giorni nostri la cottura alla brace è ormai un semplice hobby riservato ai week-end e alle scampagnate, un tempo era il metodo di cottura più diffuso e apprezzato. 
Se già gli antichi romani, infatti, ritenevano che la cottura arrosto fosse la più indicata per la carne, nel Medioevo questa acquisì un significato fortemente simbolico.
La lessatura, infatti, era solitamente il metodo di cottura utilizzato dalle famiglie appartenenti ai ceti più poveri che spesso si cibavano di carni salate e che non potevano disperdere il prezioso grasso durante la cottura. 
La cottura allo spiedo sul fuoco vivo, invece, era prerogativa delle classi nobiliari che non solo potevano cibarsi della carne cotta in questo modo, ma ne avevano quasi anche il dovere per affermare il loro privilegio sociale.
A tal proposito è estremamente significativa la testimonianza riportata da Eginardo, il biografo di Carlo Magno, che narra di come nei suoi ultimi anni di vita all’imperatore fosse stato proibito di mangiare carni arrostite a causa della gotta e di come questo si rifiutasse di passare ai lessi, probabilmente per non dare l’idea di una perdita di status e virilità.

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FENOMENALE – FENOMENALE
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Focaccette sprint

Nutrienti focaccine farcite di formaggio grana, pecorino e zucchine, adatte a una gustosa merenda.

  • Tempi

    20 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Pani, focacce, pizze

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 4 piccole focacce
  • 2 zucchini
  • 40 g di formaggio grana fresco
  • 40 g di Pecorino fresco
  • olio d’oliva
  • sale

PREPARAZIONE

10 minuti per la preparazione + 10 minuti per la cottura

Lavate le zucchine e tagliatele a fettine molto sottili. Fatele saltare in una padella con 3 cucchiai di olio e una presa di sale. Lasciatele cuocere per circa 15 minuti, poi levatele dal fuoco.

Dividete a metà orizzontalmente le focaccette e spennellate la mollica di ogni mezza focaccia con un po’ d’olio. Mettete sul disco di base di ogni focaccia un po’ di zucchine e delle lamelle di pecorino.

Coprite con la parte superiore, su questa adagiate le zucchine rimaste e copritele con uno strato di lamelle di grana. Ungete di olio la placca del forno, adagiatevi sopra le focaccette e passatele in forno a 190 °C per 10 minuti.

VIENI A GUSTARE IL PARMIGIANO REGGIANO

Food Tour - Cibi e vini di Parma Avete mai gustato il sapore inconfondibile di una
forma di Parmigiano Reggiano appena aperta, o la fragranza di una scaglia accompagnata da Aceto Balsamico Tradizionale di Modena? Sono esperienze gastronomiche che solo nella culla del Parmigiano Reggiano sprigionano tutta la loro autenticità.
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i suoi tour. Per saperne di più…

STORIE NEL PIATTO

Il pecorino è uno dei formaggi italiani più apprezzati e conosciuti anche all’estero.
La sua lunghissima storia (oltre duemila anni) ha avuto inizio nelle campagne del Lazio, nel territorio che apparteneva all’Impero Romano.
Nel I secolo d.C. i Romani avevano ormai perfezionato le tecniche di caseificazione e Lucio Columella, nel suo trattato “De re rustica”, ne riportò una precisa descrizione applicandola proprio alla lavorazione del caglio di agnello e capretto.
Il formaggio così realizzato era una prelibatezza presentata nei banchetti imperiali, ma un’oncia di Pecorino era anche parte della razione delle legioni romane per il suo potere nutritivo e per la possibilità di conservarlo a lungo.
Per le stesse ragioni, molti secoli dopo il pecorino ha accompagnato il lungo viaggio in nave degli emigranti italiani in America.

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Insalata di Parmigiano Reggiano e peperoni

La croccantezza dei peperoni unita al gusto unico del parmigiano dà vita ad un’insalata saporita e originale.

  • Insalata di Parmigiano Reggiano e peperoni

  • Tempi

    15 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Contorni

INGREDIENTI

per 4 persone

PREPARAZIONE

15 minuti per la preparazione

Lavate per bene i peperoni, asciugateli, rimuovete il picciolo, quindi tagliateli in due, privateli dei semi e dei filamenti bianchi interni e affettateli a listarelle sottili.

Adagiate i peperoni a fette in un’insalatiera, guarniteli con il parmigiano a scaglie, condite il tutto con olio, un pizzico di sale e basilico, mescolate accuratamente e servite l’insalata.

VIENI A SCOPRIRE LE SPECIALITÀ EMILIANE

Food Tour - Parma in Tavola Metti una settimana a Parma con gli Chef e gli esperti di Academia Barilla e avrai il meglio dei prodotti enogastronomici dell’Emilia, in una continua scoperta di sapori e aromi. Preparati a degustare il Prosciutto
di Parma, il Salame di Felino, la Spalla Cotta, le paste ripiene, l’Aceto Balsamico di Modena, i profumati vini locali: scopri questo tour e personalizzalo con noi.

STORIE NEL PIATTO

Quando Cristoforo Colombo giunse nelle Americhe, gli Aztechi coltivavano già decine di varietà diverse di peperoni che mangiavano freschi o che facevano essiccare per poi utilizzarli come provviste per i lunghi viaggi.
Importati in Europa, dove trovarono l’habitat ideale per attecchire e prosperare, questi ortaggi, nonostante fossero parenti stretti del peperoncino, contrariamente a quest’ultimo si diffusero con una certa difficoltà, tanto che, inizialmente, vennero utilizzati come piante ornamentali al pari dei pomodori. A differenza di questi ultimi, però, i peperoni si diffusero in Europa un paio di secoli dopo la loro importazione nel Vecchio Continente, tanto che già in testi del XVII secolo si trovano tracce di salse a base di peperoni.
I peperoni rimasero però, probabilmente, un cibo considerato più adatto ai contadini che alle tavole dei nobili, tanto che ancora nel XVIII secolo Vincenzo Corrado, un cuoco napoletano, li descriveva, in uno dei suoi testi, come ortaggi “rustici e volgari”.
Fu infatti solo nell’Ottocento che i peperoni ricevettero la loro consacrazione come cibo adatto a tutte le classi, tanto da comparire, preparati sott’aceto, sulla tavola di Napoleone Bonaparte.

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