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CUCINA

Cannoli Siciliani

Cannola

La cialda croccante racchiude al suo interno una crema dolce e avvolgente in un tripudio di sapori che racchiude in sé l’essenza della Sicilia.

  • Cannoli Siciliani

  • Tempi

    1 ora

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Dolci e Frutta

  • Regione Italiana

    Sicilia

INGREDIENTI

Per la farcia

  • 1 kg di ricotta (possibilmente di pecora)
  • 500 g di zucchero
  • latte q.b.
  • vaniglia q.b.
  • cannella q.b.
  • 100 g di canditi misti a dadini
  • 100 g di cioccolato fondente a pezzetti

Per decorare

  • pistacchio ridotto a granella
  • zucchero a velo finissimo

Per le cialde

  • 200 g di farina
  • 30 g di cacao in polvere
  • 25 g di zucchero
  • 2 uova
  • 20 g di burro
  • sale q.b.
  • un cucchiaio di Marsala o Rum
  • strutto o olio d’oliva per la frittura q.b.

PREPARAZIONE

30 minuti per la preparazione + 30 minuti per la cottura

Per preparare l’impasto mescolate in una terrina la farina, la polvere di cacao, il burro fuso, le uova e un pizzico di sale, quindi aggiungete il marsala o, in alternativa, del rum. Impastate bene fino a quando il composto non sarà omogeneo, quindi avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare per mezz’ora.

A questo punto stendete l’impasto dei cannoli e tagliatelo in quadrati di circa 10 centimetri per lato, quindi avvolgete i quadrati di pasta attorno agli appositi tubi metallici e, sempre avvolti intorno ai tubi metallici, friggeteli in abbondante strutto o in olio d’oliva bollente. Lasciate asciugare i cannoli su carta assorbente e, una volta raffreddati, rimuovete delicatamente la canna metallica dal loro interno.

Per il ripieno, usando una forchetta sbattete la ricotta con lo zucchero. Ammorbidite con un goccio di latte ed aromatizzate con una spolverata di vaniglia e cannella in polvere. Passate al setaccio il composto ed incorporatevi i canditi a dadini e i pezzetti di cioccolata amara.

Farcite gli involucri di pasta con l’ausilio di una borsa da pasticceria e spolverate le due estremità con la granella di pistacchi. Imbiancate esternamente con finissimo zucchero a velo.

LO CHEF CONSIGLIA

Gli involucri di pasta vanno riempiti solo al momento di essere serviti: dopo qualche ora infatti rammolliscono e perdono la croccantezza che è uno degli elementi distintivi degli squisiti cannoli alla siciliana.

LO SAPEVATE CHE…

I cannoli siciliani sono uno dei dolci italiani più famosi nel mondo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, queste deliziose cialde ripiene di crema di ricotta hanno origini antichissime. 
Già Cicerone, infatti, durante il suo soggiorno in Sicilia come questore, apprezzò un antenato dell’odierno cannolo siciliano e lo descrisse come un tubo farinaceo ripieno di un dolcissimo cibo a base di latte.
La nascita dei “moderni” cannoli è però legata, secondo la tradizione, alla dominazione araba della Sicilia. Questi deliziosi dolci, infatti, sarebbero stati inventati all’interno di un harem musulmano della città di Kalt El Nissa, l’odierna Caltanissetta. In questo harem, infatti, le donne passavano il tempo preparando deliziosi manicaretti. Una di quelle donne, probabilmente ispirandosi al dolce di cui già parlava Cicerone, avrebbe dunque modificato un dolce arabo già esistente, preparato con ricotta, mandorle e miele, fondendo le due tradizioni e dando vita a una specialità che sarebbe poi divenuta universalmente nota: i deliziosi cannoli siciliani.

 

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Melanzane alla parmigiana

Questa antica ricetta tradizionale è tratta dal libro“Parma – A Capital of Italian Gastronomy” scritto per noi da Giuliano Bugialli.

  • Melanzane alla parmigiana

  • Tempi

    1 ora e 30 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Contorni

  • Regione Italiana

    Emilia-Romagna

INGREDIENTI

per 4 persone

PREPARAZIONE

30 minuti per la preparazione + 1 ora per la cottura

Scegliete delle belle melanzane sode, tagliatele nel senso della lunghezza in modo da ottenere fettine spesse 3 mm circa, e fatele lessare per cinque minuti in acqua abbondante.

A cottura ultimata scolatele bene e mettetele ad asciugare tra due teli di cotone o di lino.

Mettete una casseruola di dimensione media a fuoco moderato, aggiungete l’olio d’oliva e il burro. Quando sarà sciolto, aggiungete la cipolla tritata.

Far imbiondire la cipolla (deve prendere appena colore), unite quindi la salsa di pomodoro e le melanzane. 
Mescolate ogni tanto proseguendo la cottura per mezz’ora, aggiungendo il brodo se necessario.
Continuate a cuocere fino a che le melanzane non saranno soffici e totalmente cotte.
Cospargete le melanzane con una spolverata di Parmigiano – Reggiano grattugiato. Potete servirle immediatamente oppure a temperatura ambiente, quando si saranno raffreddate.

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STORIE NEL PIATTO

La prima ricetta della “parmigiana” di cui si abbia notizia è quella proposta da Vincenzo Corrado, che prestò servizio in diverse famiglie nobiliari napoletane tra il XVIII e il XIX secolo. Nel suo “Il cuoco galante”, il cuoco consiglia di preparare anche le melanzane con il metodo già usato per le zucchine e per i pomodori, cioè disponendole a strati. Per trovare una ricetta quasi identica a quella contemporanea, si deve invece cercare nell’opera di Ippolito Cavalcanti. Nella “Cucina teorica-pratica”, anch’essa pubblicata a Napoli, viene infatti proposto un piatto a base di melanzane fritte e disposte a strati con formaggio, basilico e pomodoro.
La ricetta della parmigiana di melanzane, originaria della Campania è storicamente diffusa in tutto il Sud Italia, in particolare in Sicilia dove è stata inserita nell’elenco prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle politiche agricole e forestali.

LO SAPEVATE CHE…

Il termine “parmigiana” non è usato solo per le ricette tipiche delle città di Parma? Tra il XVII e il XIX secolo, infatti, questo attributo era utilizzato per descrivere le preparazioni caratterizzate dalla presenza del Parmigiano e, più in generale, per le ricette riguardanti verdure disposte a strati  e alternate con altri ingredienti.

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Bucatini alla Caruso

La ricetta è proprio opera del grande tenore, che amava la pasta della sua Napoli sopra ogni altra cosa: si dice che, accolto freddamente dai propri conterranei, giurasse di mai più cantare a Napoli ma di tornare solo per gustare i prediletti maccheroni.

  • Bucatini alla Caruso

  • Tempi

    37 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Primi piatti

  • Regione Italiana

    Campania

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 300 g di bucatini
  • pomodoro sammarzano freschi o pelati q.b.
  • 1 peperone dolce rosso o giallo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 peperoncino
  • olio extravergine di oliva
  • origano
  • basilico
  • prezzemolo
  • 1 zucchino

PREPARAZIONE

25 minuti per la preparazione + 12 minuti per la cottura

In una padella, fate soffriggere nell’olio gli spicchi d’aglio tagliati in quattro.
Quando cominciano a imbiondire, togliete gli spicchi d’aglio dalla padella e aggiungete i pomodori a pezzetti con il peperone tagliato grossolanamente.
Alzate la fiamma e aggiungere al sugo anche l’origano, il peperoncino sbriciolato e abbondante basilico.Nel frattempo, tagliate a rondelle gli zucchini, infarinateli e friggeteli a parte.Mentre completate le altre operazioni, fate cuocere la pasta al dente in abbondante acqua salata.
Scolatela e conditela col sugo preparato, le zucchine fritte e una spolverata di prezzemolo.

STORIE NEL PIATTO

Il nome di Enrico Caruso è uno dei più illustri e conosciuti tenori del mondo della lirica.
In Italia la sua fama è legata agli esordi della sua carriera di cantante, partita da Napoli alla fine del XIX secolo; in America, dove dal 1903 il suo nome si diffuse rapidamente tra gli appassionati melomani, fu per vent’anni protagonista delle scene operistiche.
Oggi, Caruso è conosciuto a molti anche grazie a una canzone a lui dedicata dal cantautore italiano Lucio Dalla, scritta nell’albergo di Sorrento in cui Caruso soggiornò prima del malore che gli fu fatale.

Caruso seppe correggere e migliorare la propria voce negli anni, e rappresentò esattamente quello che il panorama vocale a lui contemporaneo stava aspettando; nello stesso tempo, la diffusione delle incisioni fonografiche rese il suo ricordo ancor più duraturo e indelebile.

Si dice che la ricetta dei Bucatini alla Caruso sia stata ideata proprio dal grande tenore, che amava la sua Napoli nonostante le critiche ricevute dai suoi stessi conterranei.

Enrico Caruso è uno dei personaggi storici raccontati dalla Biblioteca Gastronomica di Academia Barilla nelle pagine di A tavola con…: scopri la galleria dei personaggi storici e le loro ricette preferite.

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ATTERRAGGIO DA BRIVIDO IN GIAPPONE: L’AEREO RIMBALZA IN PISTA -GUARDA

 

 

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Venerdì 22 Giugno 2012 – 10:00

ROMA- Atterraggio spettacolare quello portato a termine da un Boeing 767 della All Nippon Airways all’aeroporto di Narita. Come mostra un video l’impatto è talmente forte da far sollevare la coda del velivolo e da inclinare pericolaosamente la parte anteriore. L’atterraggio è comunque riuscito con successo e nessuno dei passeggeri ha riportato alcuna conseguenza.

Guarda il video su Repubblica.it

 

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MISHKA, IL CANE “PARLANTE” CHE FA IMPAZZIRE IL WEB – VIDEO

Mishka “vuole le patate”

 

RSS
Lunedì 18 Giugno 2012 – 19:54

LOS ANGELES – L’amore per i cani porta a volte a forme di venerazione tali da seguirli ovunque con una telecamera accesa. È il caso dell’ultima star del web che si chiama Mishka, un siberian husky che nei suoi 10 anni di vita sembra aver appreso l’inglese, pur di compiacere i padroni. Fra tutti i video del canale youtube che i suoi “umani” hanno aperto per lei, sta infatti riscuotendo molto successo un clip dove dice con chiarezza ai padroni «I want potatoes» (voglio le patate), quando questi la informano di averne messa qualcuna a bollire in pentola. Se è indiscutibile il tentativo di Mishka di sillabare delle parole di senso compiuto, non è possibile capire se il prodigioso cane si limiti a ripetere quello che ha appena sentito dire dal padroncino come un pappagallo (cosa che accade anche in altri filmati) o se, ancora più straordinariamente, capisca il significato delle parole e le usi per esprimere il suo pensiero.

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Pasta in salsa eoliana

Un primo piatto che racchiude in sé tutto il pungente sapore di uno degli arcipelaghi più belli del Mediterraneo.

  • Pasta in salsa eoliana

  • Tempi

    25 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Primi piatti

  • Regione Italiana

    Sicilia

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 400 g di penne rigate
  • 100 g di capperi sotto sale
  • 6 pomodoro sammarzano
  • uno spicchio d’aglio
  • 3 foglie di basilico
  • 50 g d’olive verdi
  • 50 g d’olive nere
  • 4 cl di Olio Extra Vergine d’Oliva 100% Italiano Academia Barilla
  • un pizzico di peperoncino in polvere
  • un cucchiaino d’origano tritato
  • sale q.b.

PREPARAZIONE

10 minuti per la preparazione + 15 minuti per la cottura

Dissalate i capperi passandoli per tre volte consecutive sotto un getto d’acqua corrente fredda e, dopo averli strizzati, tritateli assieme alle olive denocciolate.

Ponete una padella su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, l’aglio pelato. Fategli prendere colore, quindi rimuovetelo e versate nella padella il trito d’olive e capperi.

Fateli rosolare per 2 minuti, quindi unitevi i pomodori precedentemente lavati, pelati, privati dai semi e tagliati grossolanamente e fate cuocere per 10 minuti circa, mescolando di tanto in tanto.

Terminata la cottura, arricchite la salsa con l’origano, il basilico spezzettato con le mani e un pizzico di peperoncino quindi mescolate e regolate di sale a piacere.

Nel frattempo fate cuocere la pasta in abbondante acqua bollente e salata.

Una volta trascorso il tempo di cottura indicato sulla confezione, scolatela, conditela con la salsa precedentemente preparata e l’olio rimasto e servitela immediatamente.

STORIE NEL PIATTO

Sebbene i capperi siano diffusi in praticamente tutti i paesi del Mediterraneo, è in Italia che ne vengono coltivate alcune delle varietà più famose al mondo come quelle di Pantelleria e di Salina.
Quest’ultima è caratterizzata da un sapore corposo, dal sentore d’olivo e dall’inconfondibile odore di magma.
Questa varietà è infatti prodotta nell’omonima isola di Salina, una splendida isola vulcanica situata poco a largo delle coste siciliane e facente parte dell’arcipelago delle isole Eolie, che prende il nome da Eolo, l’antico dio del vento.
Secondo un’antica leggenda, infatti, su queste isole un tempo viveva proprio il figlio di Zeus che era stato incaricato di controllare i venti custodendoli dentro le grotte dell’arcipelago.
In realtà sembra che questa leggenda tragga origine dalla storia di un principe greco di nome Eolo che, insediatosi sull’isola di Lipari, la più grande tra le sette isole dell’arcipelago, sviluppò la capacità di prevedere la direzione futura dei venti basandosi sulla forma che prendevano le nubi sprigionate dai vulcani delle isole. Questa capacità era preziosissima per le popolazioni di pescatori che presidiavano le isole che iniziarono così a considerare il principe greco alla stregua di un dio, alimentando così la leggenda del dio del vento.

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Mascarpone con le ciliegie

Una crema seducente e vellutata abbraccia le ciliegie in un dessert sensuale e appagante.

  • Mascarpone con le ciliegie

  • Tempi

    30 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Dolci e Frutta

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 200 g di mascarpone
  • 500 g di ciliegie
  • 200 g di zucchero
  • 2 uova
  • un bicchiere di Rum
  • un bicchierino d’acqua

PREPARAZIONE

30 minuti per la preparazione

Dopo averle pulite e lavate, ponete le ciliegie in una pentola con mezzo bicchierino d’acqua e metà dello zucchero, mescolate e ponete sul fuoco, lasciando cuocere a fiamma bassa, con il coperchio, per 5 minuti, quindi sgocciolate le ciliegie e lasciate lo sciroppo di cottura nella pentola.

Nel frattempo in una ciotola con una frusta montate i tuorli delle due uova con il rimanente zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso, quindi incorporatevi il mascarpone e il rum mescolando delicatamente dal basso verso l’alto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto soffice ed omogeneo.

In un’altra ciotola montate quindi gli albumi a neve ferma, quindi incorporateli delicatamente al composto precedentemente preparato.
Versate quindi la crema così ottenuta in 4 coppe da portata e in ognuna di esse adagiate parte delle ciliegie precedentemente preparate dopo averle sgocciolate.

Fate quindi ridurre lo sciroppo di cottura delle ciliegie facendolo cuocere a fuoco lento per qualche altro minuto fino a quando, mescolandolo, non creerà un velo sul cucchiaio, quindi  versate anche questo nelle coppe da portata.

Ponete quindi le coppe con la crema di mascarpone e le ciliegie a riposare in frigo per almeno un paio d’ore e servitele fresche.

STORIE NEL PIATTO

In natura esistono due varietà di ciliegi che producono dei frutti profondamente diversi: dal Prunus cerasus, infatti, si ottengono esemplari caratterizzati dal sapore acidognolo che vengono solitamente impiegati nella produzione di sciroppi e marmellate, il Prunus avium, invece, genera ciliegie molto dolci, che vengono solitamente apprezzate come frutta da tavola o utilizzate come ingrediente per diversi dessert.
Queste varietà sarebbero originarie di una zona compresa tra l’Asia Occidentale e l’Africa Settentrionale e, sebbene diversi reperti archeologici attestino la presenza in Europa di ciliegi selvatici già cinquemila anni fa, è piuttosto certo che la sua coltivazione non sia iniziata prima del VII secolo a.C. in Turchia.
Solo nei secoli successivi, quindi, la coltivazione del ciliegio venne esportata in Grecia per poi giungere a Roma soltanto nel I secolo a.C. quando, secondo diverse cronache, il console buongustaio Lucullo, in seguito ad una vittoriosa campagna in Turchia, ne importò una pianta nell’Urbe allo scopo di iniziarne la coltivazione.
Per tutta la durata del Medioevo, però, la coltivazione del ciliegio rimase piuttosto rara e quasi esclusivamente limitata agli orti dei monasteri.
Fu solo a partire dal XVI secolo che l’interesse per la coltivazione di questi alberi andò crescendo e non solo grazie alla bontà dei loro frutti, ma anche per l’alta qualità del loro legno adesso, in particolare, alla fabbricazione di strumenti musicali. Fino alla fine del XIX secolo, quindi, il consumo delle ciliegie rimase un privilegio per pochi, diffondendosi soltanto a partire dal secondo dopoguerra.

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Delizia alle fragole Un trionfo sensuale e vellutato di fragole e panna.

  • Delizia alle fragole

  • Tempi

    2 ore e 40 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Dolci e Frutta

INGREDIENTI

per 6 persone

  • 250 g di farina
  • 2 uova
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • 500 g di fragole
  • 120 g di zucchero a velo
  • 600 g di panna montata

PREPARAZIONE

2 ore e 30 minuti per la preparazione + 10 minuti per la cottura

Con una frusta lavorate assieme in una ciotola i tuorli e lo zucchero fino ad ottenere un composto schiumoso e dal colore chiaro, quindi unitevi la farina, il burro e gli albumi precedentemente montati a neve con una frusta.

Lavorate il composto velocemente, aggiungendo eventualmente qualche cucchiaiata d’acqua fredda, fino ad ottenere una pasta liscia e soda.

Ponetela quindi a riposare in frigo avvolta da un foglio di pellicola trasparente per un paio d’ore,
Nel frattempo lavate e pulite le fragole privandole della parte verde, mettetene da parte un terzo selezionando le più belle per la decorazione e ponete le rimanenti a macerare cospargendole di zucchero a velo.

Una volta passato il tempo necessario, tirate l’impasto fuori dal frigo, dividetelo in tre parti e con un matterello stendetelo in tre o più dischi molto sottili che dovrete fare cuocere in forno già caldo a 200° C per 10 minuti.

Quando saranno cotti toglieteli dal forno e fateli intiepidire, nel frattempo passate le fragole marinate al setaccio e, in una ciotola, incorporatele delicatamente a metà della panna montata fino ad ottenere una crema.

Su un piatto circolare largo disponete quindi i dischi di pasta l’uno sull’altro intervallandoli con degli strati della crema appena preparata quindi versate sulla sommità della torta la rimanente panna montata, spalmatela con una spatola in modo da ricoprire tutto il dolce e decorate il tutto con le rimanenti fragole.

Ponete la torta così ottenuta in frigo fino a quando non vorrete servirla.

STORIE NEL PIATTO

L’abbinamento delle fragole con la panna è comunemente considerato sensuale e provocante.
Sebbene si possa pensare che questa associazione d’idee sia recente, in realtà già alla corte di Luigi XIV, re di Francia, le dame di corte erano solite mangiare le fragole coltivate nei giardini reali intingendole nella panna allo scopo di provocare i cavalieri che volevano conquistare.
Ma le fragole, un po’ per il loro colore rosso intenso, un po’ per la loro forma simile a quella di un cuore, sono da sempre considerate il frutto dell’amore, tant’è che un’antica leggenda narra che siano il frutto delle lacrime di Venere.
Secondo questa storia, infatti, in un tempo lontano, la dea dell’amore si sarebbe invaghita di un bellissimo giovane chiamato Adone e ne avrebbe fatto il suo amante.
La relazione venne però scoperta dall’iroso dio Marte, legato sentimentalmente a Venere, che, per vendicarsi, scese in terra e, trasformatosi in un cinghiale, trafisse a morte il bel giovane.
Venuta a sapere dell’accaduto, la bella dea accorse al capezzale di Adone e, avendo compreso che per il ragazzo non c’era ormai nulla da fare, scoppiò in un drammatico pianto.
Secondo la leggenda, le lacrime della dea, versate sul sangue del giovane si trasformarono in tante piccole fragole: il frutto della drammatica passione di Venere e Adone.

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Risotto con carote e piselli

Un risotto primaverile e colorato per assaporare i piccoli piaceri della vita.

  • Risotto con carote e piselli

  • Tempi

    40 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Primi piatti

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 300 g di riso
  • 3 carote
  • 200 g di piselli freschi
  • 1 cipolla
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • brodo vegetale q.b.
  • 60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 60 g di burro
  • sale q.b.
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE

10 minuti per la preparazione + 30 minuti per la cottura

Spellate e pulite le carote e fatele cuocere in acqua bollente per renderle più tenere.
Lasciatele raffreddare e tagliatele a pezzettini.

Fate scaldare l’olio in una padella e fate rosolare la cipolla tritata.
Aggiungete il riso e fatelo tostare per alcuni minuti. Sfumate con il vino bianco e aggiungete le carote e i piselli novelli.

Bagnate ogni tanto con il brodo vegetale caldo, mescolando delicatamente per farlo assorbire.

Continuate fino a quando il riso sarà cotto.
Spegnete il fuoco e mantecate con il burro e il Parmigiano Reggiano grattugiato.

Servite caldo.

LO CHEF CONSIGLIA

Cottura base del risotto

Si compone di tre fasi molto importanti:

  • la tostatura: Si imbiondisce un trito di cipolla con il burro in un tegame, poi si unisce il riso e si tosta bene in modo che assorba il grasso e assuma un aspetto quasi traslucido. Normalmente si bagna poi con vino bianco che si fa evaporare completamente.
  • la cottura: Avviene a fuoco medio bagnando il riso con brodo bollente, aggiungendolo gradatamente man mano che viene assorbito e mescolando spesso.
  • la mantecatura: Terminata la cottura si toglie dal fuoco e si unisce il burro e normalmente del Parmigiano grattugiato mescolando molto bene per ottenere la classica cremosità tipica del risotto, non troppo liquido né troppo compatto.
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Mascarpone allo zabaione

Il mascarpone vellutato si sposa con la ricchezza dello zabaione per un dessert doppiamente gustoso.

  • Mascarpone allo zabaione

  • Tempi

    45 minuti

  • Difficoltà

     

  • Portata

    Dolci e Frutta

  • Regione Italiana

    Lombardia

INGREDIENTI

  • 3 tuorli d’uovo
  • 250 g di mascarpone
  • 300 g di pan di spagna
  • 4 cl di Marsala
  • 60 g di zucchero

PREPARAZIONE

45 minuti per la preparazione

Preparate lo zabaione in questo modo: unite i tuorli delle uova, lo zucchero e metà del Marsala in una bowl e lavorate con una frusta.

Mettete a cuocere a bagnomaria su fuoco a fiamma bassa, e continuate a mescolare con la frusta per ottenere un composto soffice e spumoso, fino all’inizio del bollore.

Unite lo zabaione ancora caldo al mascarpone, che si scioglierà al contatto del calore, e mescolate. 

Preparate uno stampo foderato di pan di Spagna spruzzato con il restante Marsala e versatevi il composto, ricoprendolo con altre fette di Pan di Spagna.

Mettetelo in congelatore fino al giorno dopo. 
Sformatelo dallo stampo e servitelo capovolto su un piatto di portata.

STORIE NEL PIATTO

E’ a base di mascarpone, il latticino derivato dalla crema di latte tipico della Lombardia, e precisamente di Lodi e di Abbiategrasso.
Il mascarpone, a differenza dei formaggi, viene prodotto senza l’utilizzo del caglio ma con l’aggiunta di acido citrico che fa coagulare la crema di latte e le dà una consistenza altamente cremosa.
Non essendo prodotto con caglio, viene utilizzato anche nella cucina vegetariana, con un occhio di riguardo sulle calorie, in quanto il mascarpone è tanto delizioso e delicato quanto calorico.

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