Grazia Capone

Lunedì 30 Settembre 2013

BARI – La ventinovenne barese Grazia Capone, conosciuta alle cronache come ‘l’Angelina Jolie di Bari’, sta per deporre come testimone in tribunale all’udienza preliminare sulle 26 donne, molte delle quali escort, che Gianpaolo Tarantini ha portato nelle residenze di Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009. “LO SENTO ANCORA, GLI VOGLIO BENE” «Sento ancora Berlusconi, è una persona alla quale voglio bene». Lo ha detto Grazia Capone, nota alle cronache come ‘l’Angelina Jolie di Bari’, testimone nel processo sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle abitazioni private di Silvio Berlusconi. L’ udienza è stata aggiornata al 14 ottobre per ascoltare Lucia Rossini. «Finalmente – ha detto la ventinovenne ai cronisti dopo un’ora e mezza di deposizione – ho avuto l’opportunità di spiegare la mia verità davanti a un magistrato. Saranno passati quattro o cinque anni da quando si spala terra gratuitamente. Io capisco la curiosità…». «Ho raccontato la mia verità puntuale, determinata e precisa – ha sottolineato – e devo dire che sono anche molto soddisfatta». «È giusto creare delle differenze: io soldi – ha rilevato – non ne ho presi, ho sempre lavorato onestamente (ha detto probabilmente riferendosi ad incarichi ricevuti successivamente, ndr) e ho preso una regolarissima busta paga, ho solo svolto il mio lavoro. Sono anche un praticante avvocato, con una notevole difficoltà, perchè ho dovuto sempre dimostrare quello che valgo». AUDIZIONE A PORTE CHIUSE L’audizione si svolge a porte chiuse, così come prevede il rito abbreviato. Assente l’altra testimone citata dal giudice, la ventinovenne barese Lucia Rossini, nota per essersi fotografata assieme a Barbara Montereale in uno dei bagni di palazzo Grazioli: ha inviato un certificato di malattia al gup. Capone (indossa pantaloni blu, canotta e giubbottino jeans) dovrà rispondere alle domande dei difensori e del gup Ambrogio Marrone che dovrà emettere sentenza con rito abbreviato a carico dell’avvocato Salvatore Castellaneta (accusato di aver reclutato con Gianpi le due ragazze affinchè si prostituissero) e decidere se rinviare a giudizio altri sette indagati, tra cui Gianpaolo e Claudio Tarantini. Gli otto imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione. Oltre ai fratelli Tarantini rischiano il processo la tedesca Sabina Began, la cosiddetta ‘ape reginà delle feste dell’ex premier, e le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, l’avvocato Castellaneta, detto Totò, ritenuto il referente per l’organizzazione delle feste private di Berlusconi a Milano, e gli amici e soci in affari di Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia. A quattro degli otto imputati è contestato il reato associativo: Gianpaolo Tarantini, Castellaneta, Faraone e Verdoscia. Ventuno sono invece gli episodi contestati dal settembre 2008 al maggio 2009, in cui vengono citate le 26 ragazze che hanno partecipato agli incontri con l’allora premier: tra queste Manuela Arcuri e Sara Tommasi. Capone, che sognava di fare cinema e teatro e sperava nell’aiuto di Berlusconi, in un colloquio telefonico con Tarantini – si legge dagli atti – si è vantata di aver trascorso da sola una notte con l’allora capo del governo. Tarantini: ”Con chi stai mò, con le ragazze vicino?”. Capone: ”No, io e lui e basta”. Tarantini: ”Ah quelle se ne sono andate”. Capone: ”Tutte… le ha mandate tutte”. (…) Tarantini: ”Ma è rimasto contento?”. Capone: ”Assolutamente!… io ho bisogno di dormire un pò, sono andata a letto tardissimo, cioè a letto… ho dormito un’ora”. Dal colloquio tra i due emerge l’ambizione, poi archiviata, di Tarantini di essere candidato al Parlamento europeo e le speranze di Capone di fare cinema. Tarantini: ”Vabbè, ha parlato bene di me, sì?”. Capone: ”Sì, tanto”. Tarantini: ”Eh tu?” Capone; ”Vabbè certo, e vabbè poche domande alla fine”. Tarantini: ”Senti, l’ultima cosa, e ti ha detto che ti dà una mano, sì?”. Capone: ”Sì”. Tarantini: ”Meh!”. Capone: ”È stato lui, io zero…”. E per quanto riguarda l’ipotesi di un impegno politico di Gianpi a Bruxelles, dice Capone: ”(…) che poi anche in prospettiva di quello che accennavi ieri, capito, ti ho messo un attimino in luce”. Tarantini: ”Ma perchè gliel’hai detto?”. Capone. ”Di che cosa?”. Tarantini: ”Del Parlamento !”. Capone: ”Nooo! però lui per me ha parlato delle regioni, delle regionali”. Tarantini: ”Son contento”.

 

 

 

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