Sesso solitario in Cina

Sesso solitario in Cina

Solitary sexIn Cina sembra che il sesso sia oggi la più trascurata fra tutte le questioni sociali. Su The Economic Observer, edizione in lingua inglese di un settimanale cinese, vi sono notizie molto interessanti ed insolite sulla vita sessuale dei cinesi.

Lo spunto nasce dalla recensione di un libro appena uscito in Cina che si chiama: Sesso solitario: una storia culturale della masturbazione (孤独的性). Il libro è di un americano,Thomas W. Laqueur ed è appena stato appena tradotto. A corredo delle recensioni del libro,il giornale intervista una nota sessuologa cinese, Li Yinhe. Quella che segue è una sintesi di due articoli sull’argomento pubblicati nel giornale, oltre che dell’intervista con la sessuologa.

Mentre l’Occidente stava vivendo una “rivoluzione sessuale” negli anni Sessanta, la Cina attraversava il periodo della Rivoluzione Culturale, un violento, repressivo tentativo di sradicare gli “elementi capitalisti” dalla società cinese. Durante la Rivoluzione Culturale, gli istinti sessuali venivano considerati una forma di idolatria, mentre ora sembrano essere stati risvegliati dallo stimolo del materialismo, che contraddistingue questa fase storica della Cina. Dopo anni di chiusura, i cinesi si sono improvvisamente resi conto che ci sono molte cose meravigliose al mondo, di cui possono godere: invece di amare il leader, ad esempio, essi possono semplicemente amare sé stessi.

La sessuologa cinese Li Yinhe sottolinea che: “il desiderio per il sesso è come il desiderio per il cibo: tanto più viene represso, tanto più forte diventa”. E dunque, tanta repressione spinge a cercare soddisfazione nel mondo virtuale, se non è possibile farlo nel mondo reale.

Su un sito cinese di social networking, dove la maggior parte dei gruppi di discussione parla di libri e film, un’utente donna ha recentemente dichiarato di essere una modella sexy ed ha inviato un messaggio: “Qualcuno potrebbe essere così gentile da invitarmi a cena? Sarebbe meglio se la cena potesse essere consegnata nella mia camera! ” Nel forum l’utente misteriosa ha lasciato il nome di un hotel di Pechino e quello della sua camera, al settimo piano. Un’ora più tardi, il sito era pieno di maledizioni contro la fantomatica utente. In quei pochi minuti infatti, molti uomini si erano recati in quell’hotel, ma solo per scoprire che esso aveva cinque piani e non sette.

Storie di questo tipo, intrise di desiderio, seduzione e delusioni si ripetono tutti i giorni su questo sito. Circa 120.000 persone seguono le discussioni di questo gruppo online. La maggior parte sono maschi di età compresa tra 20 e 40 anni, che vivono a Pechino.

I messaggi sono inviati in modi sempre più fantasiosi per attirare l’attenzione delle donne. In sostanza, ogni post è chiaramente un appello per una notte di sesso (一夜情). La maggior parte degli appelli naufraga in verità senza lasciare traccia e il folto gruppo di giovani in cerca di una notte d’amore restano frustrati.

Spesso il ​​forum online diventa un fronte aperto per le guerre di genere, quando le donne reagiscono alle costanti molestie sessuali online. Gli uomini si sono così convinti che solo gli “alti, ricchi e belli” sono in grado di attrarre le donne.

Più che nei numerosi bordelli nascosti, che operano negli angoli bui della città, è nel mondo virtuale online, dove chiunque può assumere una identità virtuale, che si può realmente osservare l’infinita solitudine degli uomini cinesi e degli ostacoli che incontrano alla loro felicità sessuale. Perché è soprattutto il sesso che manca oggi a questi giovani.

La relativamente rapida crescita economica della Cina ha portato ad una polarizzazione della diffusione della ricchezza, per cui oggi solo un piccolo numero di persone gode di potere, denaro e prestigio. Il partito al governo sembra aver risolto il problema del cibo per la grande quantità della popolazione cinese, ma come si sa, fra i bisogni primari, dopo il cibo viene il sesso.

Questo è, sostanzialmente, quanto sostiene la sessuologa cinese, quando ricorda che in una buona società non si viene soddisfatti solo dal cibo, ma anche della propria vita sessuale: questo è per lei il segno di una società avanzata, oltre che del confucianesimo classico. Il Partito comunista cinese ha risolto il problema di fornire alimenti alle persone, ma ora, dice la Yinhe, è il momento di lasciare che altri desideri umani possano essere soddisfatti.
La differenza tra i sessi non aiuta. Attualmente in Cina, il rapporto nascite fra maschi e femmine è 120 a 100. In quindici anni di tempo, lo squilibrio maschi / femmine lascerà decine di milioni di uomini senza alcuna prospettiva di trovare una moglie. “Il mercato dei matrimoni è un mercato femminile,” dice Li Yinhe. “La parità di diritti è particolarmente legata alla condizione sociale, alle risorse economiche e sociali che si possiedono … Tutto ciò rappresenta una grande tentazione per una donna, che può così cambiare le sue condizioni di vita e il suo stato sociale attraverso il sesso, o il matrimonio”.

Un’agenzia matrimoniale cinese (hongniang.com) conferma la situazione. In un sondaggio pubblicato l’11 novembre, nella celebrazione non ufficiale del “‘Giorno dei Singles”, si vede che il 43% dei giovani guarda alla situazione economica e al background familiare come alla preoccupazione principale per la scelta del partner, anzichè curarsi delle qualità della persona. I matrimoni cinesi sono inoltre in sofferenza e il tasso di divorzio è salito alle stelle nelle città.

Quando il sistema di valori di una società viene distorto e la gente adora solo i soldi, è spaventoso” sospira la sessuologa Li. “Ma la causa principale dei cambiamenti psicologici e sessuali si trova, in ultima analisi, nella distribuzione estremamente diseguale della ricchezza“.

Ad esempio, la serie tv americana “Sex and the City”  è popolare in America tanto quanto in Cina, ma mentre le donne americane lo guardano per  parlare di sesso, le donne cinesi sono più interessate a guardare lo stile di vita delle protagoniste: una lezione su come vivono le donne ricche.

Li Yinhe cita una statistica secondo la quale il 26% delle donne cinesi non ha mai sperimentato un orgasmo, una cifra che si aggira intorno al 10% in altre parti del mondo.

Come un bambino che è stato represso per troppo tempo, nella Cina di oggi, il desiderio sessuale esonda e si manifesta in “sintomi di isterismo”, come scrive anche Thomas W. Laqueur, il sessuologo americano e autore del libro Sesso solitario: una storia culturale della masturbazione.

Le donne cinesi inoltre si sentono ancora fortemente oppresse dal peso degli stereotipi diffusi, secondo i quali le donne non dovrebbero godere del sesso, e dovrebbero rinunciare ad esso se diventano vedove. Paradossalmente, nonostante la crescente ansia e il senso di vuoto incolmabile tra  uomini e le donne, il sesso è un argomento raramente discusso dagli accademici, dal pubblico o anche dai media. In confronto con la povertà, la guerra, le malattie, il razzismo e la fame, il sesso è considerato come un soggetto banale, aveva del resto già sottolineato a suo tempo la femminista Gayle Rubin.

Quindi questo significa che occorre essere pronti ad una reazione estrema dei giovani cinesi, per motivi sessuali ? Li Yinhe dice di no. Il cambiamento è accaduto lentamente. La prova è che il numero medio di partner sessuali in Cina è ancora di 1,3 rispetto ai 16 in altre parti del mondo.

La sessuologa evidenzia però il “problema” della pornografia, del divieto di aprire sexy shop, di avere una sessualità più libera.

In un caso recente, un uomo che ha partecipato ad un’orgia a Nanjing è stato condannato a tre anni e mezzo di prigione. L’ipocrisia è ovunque, sottolinea la sessuologa. La pornografia è diffusa su Internet, ma se si viene sorpresi a guardarla, si ottiene una dura punizione. Quando i funzionari corrotti vengono arrestati per appropriazione indebita e frode, si scopre sempre che hanno avuto numerose amanti. Il funzionario però non viene  punito per le sue imprese sessuali, mentre il lavoratore che soddisfa le sue fantasie in modo solitario, con il porno online, viene considerato un criminale.

In Occidente, le femministe sono in genere contrarie alla pornografia, perché dicono che trasforma le donne in oggetti. In Cina, non ci sono queste sottigliezze: la pornografia viene condannata dallo Stato per motivi morali, tutto qui.Per Li Yinhe tuttavia, i film pornografici e i giocattoli del sesso sono prodotti di fantasia e servono solo a stimolare il desiderio. La sessuologa non vede nulla di male in essi, che sono oggetti e non azioni. Per lei se la costituzione cinese garantisce libertà di espressione e di pubblicazione, deve consentire anche di liberalizzare i prodotti di un sexy shop.

Dr. Walter La Gatta

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